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Peter Cameron, IL WEEKEND / Adelphi 2013 (Segnalazione)

Peter Cameron, Il weekend. Adelphi edizioni 2013. [resp. grafiche non indicate]; alla cop.: Fairfield Porter: Sotto gli olmi, 1972 ©Pennsylvania Ac. of the fine arts. Copertina (part.), 5

È in libreria

Il weekend
(The Weekend)
di Peter Cameron

traduzione di Giuseppina Oneto
[responsabilità grafica e iconografica non indicata]

cartaceo, brossura con risvolti: 177 pag.; 16 €
Adelphi -Fabula 256, Milano 2013

Peter Cameron, Il weekend. Adelphi edizioni 2013. [resp. grafiche non indicate]; alla cop.: Fairfield Porter: Sotto gli olmi, 1972 ©Pennsylvania Ac. of the fine arts. Copertina (part.), 1

Peter Cameron è l’Adelphi perfetto degli anni 2000. Levigato, d’un glamour sottotono, un vago -retrivo- afflato woolfiano, frasi evocative ma mai complesse. È un po’ la Vicki Baum dei giorni nostri. Gay in modo così elegante da non dar fastidio, per certi versi lo si può avvicinare a Michael Cunningam, anche se quest’ultimo è autore molto più mosso nelle forme e nella ricerca. Un libro di Cameron lo si aspetta come il ricordo di una festa alla quale non siamo andati ma che negli anni ci convinceremo che sì, ed era stata così bella. Certe volte sembra un po’ come se Barbie giocasse a fare Mrs Dalloway. Questo rende i libri di Cameron dei libri da pomeriggio, magari sul patio, s’un dondolo. Certi sono molto belli.

Peter Cameron, Il weekend. Adelphi edizioni 2013. [resp. grafiche non indicate]; alla cop.: Fairfield Porter: Sotto gli olmi, 1972 ©Pennsylvania Ac. of the fine arts. Risvolto di quarta di cop., q. di cop., dorso, cop., risvolto di cop. (part.), 1

Paolo Armelli ne ha scritto molto bene su Liberlist, il suo blog bello assai.

“[…] Il weekend di Peter Cameron (edito da Adelphi), pur essendo stato pubblicato nel 1994, sotto molti punti di vista sembra un romanzo più compiuto, levigato e profondo del più recente Coral Glynn, che in confronto sembra più patinato, distaccato, in qualche modo insicuro. Per certi versi in questa breve opera degli esordi Cameron sembra più vicino alla sua vena letteraria più propria, quando parla di omosessualità, depressione, lutti, il legame fra arte e esistenza, vite irrisolte.

[…]

ciò che questo romanzo fa è parlare delle e alle esperienze che molti possono avere avuto: dice di come non possiamo lasciarci alle spalle i nostri morti, di quanto sia complicato convincerci che gli altri possano essere felici nonostante la nostra insofferenza o infelicità, di come siamo sempre troppo giovani, fragili o diversi per accettarci o essere accettati fino in fondo, di come una volta che alle nostre esistenze vogliamo far prendere delle curve poi difficilmente riusciremo a raddrizzarle o a farcele raddrizzare

[…]

Il weekend è una specie di storia che ti scortica e poi lascia la tua ferita lì, a bruciare e impolverarsi, mentre tu ti poni domande di cui non vorresti sapere le risposte troppo presto […]”

Peter Cameron, Il weekend. Adelphi edizioni 2013. [resp. grafiche non indicate]; alla cop.: Fairfield Porter: Sotto gli olmi, 1972 ©Pennsylvania Ac. of the fine arts. Copertina, risvolto di copertina (part.), 1

L’Internazionale ha tradotto una brevissima recensione di Michael Dorris

“[…] Peter Cameron ha la rara capacità di prendere un fatto ordinario, un periodo di tempo in cui apparentemente non succede nulla di speciale, e investirlo di sentimento e di significato.

[…]

L’ombra lunga del passato s’intromette costantemente nel presente, e una forte tensione permea ogni incontro. Cameron è in grado di farci prendere profondamente a cuore questi personaggi, di farci sentire le loro sofferenze, i loro imbarazzi e le loro speranze. Il libro si legge d’un fiato e poi s’imprime nell’immaginazione. […]”

Peter Cameron, Il weekend. Adelphi edizioni 2013. [resp. grafiche non indicate]; alla cop.: Fairfield Porter: Sotto gli olmi, 1972 ©Pennsylvania Ac. of the fine arts. Risvolto di quarta di copertina, q. di cop., cop., risv. di cop. (part.), 1

Francesca Magni ne ha scritto sul suo blog Letto fra noi

“[…]
La narrazione ha un andamento da pièce teatrale, piena di dialoghi di realistica bellezza. E ha l’acutezza di un film girato con passione per il particolare. Dopo le prime pagine in cui ancora ci si deve ambientare, ogni parola guida l’occhio dell’immaginazione su un dettaglio che diventa sostanza della situazione, del carattere di chi parla, dell’ambientazione

[…]

Credo si debba aver vissuto un po’ per cogliere l’indulgenza con cui Peter Cameron osserva le debolezze dei personaggi, gli errori, il loro procedere nella vita tentati talvolta, ciascuno a proprio modo, di cedere, di mollare il colpo e smettere di lottare, disillusi.

Mi viene da dire che sia un libro per chi ha passato i quarant’anni.[…]”

Peter Cameron, Il weekend. Adelphi edizioni 2013. [resp. grafiche non indicate]; alla cop.: Fairfield Porter: Sotto gli olmi, 1972 ©Pennsylvania Ac. of the fine arts. Pagina dell'esergo (part.), 1

Ne ha scritto Marco Missiroli su Underworld:

“[…] Peter Cameron conosce di gran lunga i tre dettagli umani più pericolosi. Il primo, la tendenza al segreto. Cameron sa che l’evoluzione della specie si gioca tra chi mantiene un mistero e chi lo sparge al mondo. Custodire il silenzio fa invecchiare bene, ma non solo: fa amare meglio. E qui arriviamo al secondo codice dello scrittore newyorkese, l’illusione dei legami. Quando i cuori giurano devozione, ignorano che la stanchezza probabilmente li tradirà. È questione di tempo, e di spazio. Così si avvera la terza legge cameroniana: ogni luogo, compreso il più minuscolo, fa mutare traiettoria all’esistenza. Viaggiare porta il rischio di una rivoluzione, anche un fine settimana poco lontano mischia le carte del destino.

[…]

[Il Weekend] Ripete la magia del libro più celebre del narratore americano, Quella sera dorata, sia per l’atmosfera assolata, sia per un viaggio in certi luoghi d’infanzia che nascondono qualcosa di maledettamente adulto.

[…]

«È un libro nato in un modo particolare: inizialmente lo scrissi come un racconto breve. Ero soddisfatto del risultato, ma continuavo a pensare ai personaggi e piano piano mi resi conto che volevo esplorarli di più. Quindi ripresi la storia e ricominciai a riscrivere gli eventi in modo profondo e complesso. Mentre davo spazio alla narrazione, capii che il passato assumeva un’importanza fondamentale per i personaggi, allora decisi di strutturare il libro in modo che mi fosse consentito muovermi con disinvoltura tra ricordi e presente» [la fonte non è indicata]

[…]

«Nei miei romanzi cerco di includere un’abilità quasi sensuale con cui i personaggi si godono ogni aspetto della vita, è un tratto che mi sembra molto italiano. Insomma, c’è un po’ di voi in tutte le mie storie e questo potrebbe spiegare perché amo così tanto visitare l’Italia e perché i lettori italiani amino così tanto i miei libri. È un mistero grande e meraviglioso per me, ma mi rende molto felice. Forse i lettori italiani sono particolarmente sensibili agli argomenti che tratto — le relazioni tra amanti, amici e membri della famiglia?» [idem] […]”

Peter Cameron, Il weekend. Adelphi edizioni 2013. [resp. grafiche non indicate]; alla cop.: Fairfield Porter: Sotto gli olmi, 1972 ©Pennsylvania Ac. of the fine arts. Verso del frontespizio (part.), 1

Ne ha scritto Pietro Cheli su Leiweb:

“[…] È semplice nella struttura, complesso nella profondità, Il weekend. Peter Cameron, con questo romanzo pubblicato nel 1994, mai tradotto in Italia e ancora perfetto, anzi universale, entra nella vita dei personaggi facendone sentire debolezze e fragilità. Lo scrittore americano è bravissimo a riempire di emozioni, crescenti pagina dopo pagina, momenti di grigia quotidianità. E, per di più, usando poche parole, ma perfette […]”

Peter Cameron, Il weekend. Adelphi edizioni 2013. [resp. grafiche non indicate]; alla cop.: Fairfield Porter: Sotto gli olmi, 1972 ©Pennsylvania Ac. of the fine arts. Incipit (part.), 1

Su FN s’era trascritta le recensione a Un giorno questo dolore ti sarà utile, di Peter Cameron

(chi ha pagato il libro: FN, ma non si ricorda più in che libreria)

Peter Cameron, Il weekend. Adelphi edizioni 2013. [resp. grafiche non indicate]; alla cop.: Fairfield Porter: Sotto gli olmi, 1972 ©Pennsylvania Ac. of the fine arts. Colophon (part.), 1

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