Non starò a raccontarvi delle storie

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MARCEL PROUST, Paulus Potter. Versione di Ezio Sinigaglia

Per Quello Strano Sig. Proust

PROUST_MONASTEROLO_FN

FN presenta

Le Matinées del Sig. Proust

(Variazioni d’autore)

a cura di Giuseppe Girimonti Greco e Ezio Sinigaglia

[Le Matinées del Sig. Proust sono un gioco, un gioco che comincia -su proposta di Giuseppe Girimonti Greco- e ancora non sappiamo quando finirà. Ci sarà un testo dato, di Proust, naturalmente, e delle variazioni, dei rifacimenti, delle riscritture. Testi brevi, scherzosi e ipotesi funamboliche o pacate. Ogni volta sarà chiamato un diverso interprete, che scriverà la sua. Noi, affacciati sull’arena, seguiremo il volo dei funamboli sotto la tenda]

4 di 4:

Paulus Potter. Versione di Ezio Sinigaglia

sinigaglia

Paulus Potter

 

Tetra monotonia dei cieli grigi,

più mesti ancora per il raro azzurro

che lascia alle campagne intirizzite

gustare il pianto tiepido del sole.

Potter, umore triste delle cupe

pianure senza gioia, senza fine,

dove piante e capanne non danno ombra

né gli stenti giardini danno fiori.

Ritorna un contadino coi suoi secchi,

e la giumenta gracile, sognante,

drizza la testa pensierosa, e fiuta

nel suo respiro breve il forte vento.

 

 

 

[Sombre chagrin des ciels uniformement gris, / Plus tristes d’être bleus aux rares éclaircies, / Et qui laissent alors sur les plaines transies / Filtrer les tièdes pleurs d’un soleil incompris; / Potter, mélancolique humeur des plaines sombres / Qui s’étendent sans fin, sans joie et sans couleur, / Les arbres, le hameau ne répandent pas d’ombres, / Les maigres jardinets ne portent pas de fleur. / Un labureur tirant des seaux rentre, et, chétive, / Sa jument résignée, inquiète, et rêvant, / Anxieuse, dressant sa cervelle pensive, / Hume d’un souffle court le souffle fort du vent.]

sinigaglia

Nota del Traduttore

 

Le poesie di Proust sono piccole cose – piccolissime a volte – di un grande. Il traduttore non si può dimenticare del secondo termine di questo ossimoro: se non fossero opera di un grande, non gli capiterebbe mai di tradurle. Il vero rischio è dimenticarsi del primo termine e trattare queste piccole cose come se fossero cose grandi. Da parte mia mi sono accostato alle quattro che ho scelto – A Céleste, Pederastia, Paulus Potter e Senza titolo (a Reynaldo Hahn) – più come un complice o un compagno di giochi che come il discepolo o l’idolatra che sono stato nei miei giovani anni. Il movente ludico è quello prevalente, ed è la freschezza del gioco l’elemento che va conservato. Ciò non toglie che vi siano problemi tecnici da affrontare e infedeltà da consumare, come in ogni traduzione da lingua a lingua e, soprattutto, da verso a verso.

 

Il testo base del corpus poetico di Proust è: M.P., Poèmes, Paris, Gallimard, presentés et annotés par Claude Francis et Fernand Gontier, Gallimard, Paris, 1982, «Cahiers Marcel Proust», Nouvelle série, 10 (su quest’edizione si fondano le due edizioni italiane: M.P, Poesie, trad. di Franco Fortini, Torino, Einaudi, 1983 [poi 1989] e M.P., Poesie, trad. e cura di Luciana Frezza, Introduzione di Luigi De Nardis, Milano, Feltrinelli, 1993 [poi 2008]); Pédérastie, invece, si legge in: M.P., Scritti giovanili (1887-1895), ed. italiana a cura di Barbara Piqué, Milano, Mondadori, 1992, pp. 105-108 (il testo è accompagnato da una traduzione di A. Beretta Anguissola e corredato da un ricco apparato di note che ne svela tutte le implicazioni più nascoste)

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Paulus Potter

Degli otto “ritratti” di pittori e musicisti questo è il mio preferito perché è il meno cerebrale. Il gioco di tradurre in poesia di parole la poesia di un’altra arte trova qui un travestimento mimetico più semplice e felice di quel che non succeda con Cuyp o Van Dyck, con Chopin o con Gluck. Nel prevalere dei toni grigi e cupi questa poesia è l’ispirato omaggio di Proust a un pittore olandese non dei più noti (morto peraltro giovanissimo, a 28 anni, lasciando tuttavia una produzione molto abbondante). Anche la faticosa lavorazione dell’alessandrino traspare qui meno che altrove. Ci sono, è vero, aggettivi ridondanti, utili soltanto a far tornare il conto delle sillabe (la povera giumenta, già così gracile, ne deve sopportare ben cinque, distribuiti su tre versi): ma per il traduttore costretto ad accorciare gli alessandrini in endecasillabi questa ridondanza è un aiuto prezioso.

 

sinigaglia

 

Le Matinées del Sig. Proust

(Variazioni d’autore)

4 di 4: Paulus Potter. Versione di Ezio Sinigaglia

3 di 4: Pederastia. Versione di Ezio Sinigaglia

2 di 4: Senza titolo (a Reynaldo Hahn). Versione di Ezio Sinigaglia

1 di 4: A Céleste. Versione di Ezio Sinigaglia

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