Non starò a raccontarvi delle storie

Menu

Jane Austen, Walt Disney, Teresa Radice e Stefano Turconi: Orgoglio e pregiudizio a Paperopoli, di Giuliana Giulietti

Orgoglio e pregiudizio a Paperopoli, di Giuliana Giulietti

Per l’adattamento disneyano di Orgoglio e pregiudizio, pubblicato in tre puntate su Topolino (numeri 3292, 3293, 3294), la sceneggiatrice Teresa Radice e il disegnatore Stefano Turconi hanno convocato sul set le papere e i paperi di Paperopoli. Ed così che Paperino (Mr. Donald Duckcy) e Paperina (Lizzy Pennet); Paperoga (Fethry Bingpap) e Pico de Paperis (il cugino Picollins); Nonna Papera (Nonna Elvira Pennet) e Paperetta (Jane Pennet), Paperon De Paperoni (Lord Paperon De Bourgh) e Gastone (Gaston Wickam) hanno smesso i loro panni abituali, per indossare quelli delle personagge e dei personaggi del romanzo della grande Jane Austen.

Nel passaggio dal romanzo alla parodia alcune cose sono necessariamente cambiate, perché “il fumetto Disney” –spiegano Radice e Turconi– “ha regole e paletti ben precisi che differiscono da quelli cinematografici o dei cartoni animati. Bisogna conoscerli bene, per potersi destreggiare negli spazi segnati e trovare soluzioni che permettano di raccontare quello che si desidera senza abbattere le staccionate”.

Uno dei paletti del mondo Disney è che non ci si sposa, per cui in questa versione di Orgoglio e pregiudizio si parla esclusivamente di fidanzamento.

E’ cosa nota a tutti che a un papero in possesso di un buon patrimonio manchi soltanto una fidanzata!”

La famiglia Bennet, in questo contesto, diventa la famiglia Pennet, costituita da Nonna Elvira (Nonna Papera), zia Bridget interpretata da Brigitta, Jane e Lizzy (Paperetta e Paperina) e le tre sorelle minori Mary, Kitty, Lydia interpretate da Ely, Emy ed Elmy. Dato che nell’universo di Paperopoli la sfera sessuale è un tema tabù, la fuga di Lydia con Wickam non poteva essere narrata. Si è trattato allora, per la sceneggiatrice e il disegnatore, di scavare nuovi sentieri per parlare di riparazione e dote. Le cinque Pennet si trovano così alle prese con un concorso gastronomico per il quale Lydia, intenzionata a vincere la ricca dote in palio, sta mettendo a punto una ricetta supersegreta. Che a un certo punto le sfuggirà di mano per finire in quelle di Gaston Wickam. Da qui una serie di peripezie in cui saranno coinvolti Mr.Donald Duckcy e gli zii delle sorelle Pennet, Mrs. Paperet e Mr. Gus Goosiner.

Il fumetto si apre nel salotto di Chawton Cottage dove Jane Austen comincia a leggere all’amica Martha Lloyd la sua nuova storia, Orgoglio e pregiudizio. Martha subito si appassiona e il dialogo tra le due amiche prosegue e si alterna alle scene del racconto.

Intorno all’opera di Jane Austen – i sei romanzi”: Ragione e sentimento, Orgoglio e pregiudizio, Mansfield Park, Emma, L’abbazia di Northanger, Persuasione; alcuni frammenti di scritti giovanili e di testi incompiuti -–è cresciuta una enorme produzione: remake, prequel, sequel, gialli , horror, fumetti. Si moltiplicano inoltre gli eventi dedicati alla scrittrice, i viaggi nei luoghi dove è vissuta, i balli in costume Regency e tè e scampagnate nello stile di Ragione e sentimento o di Emma.

Il cosiddetto “ fenomeno Austen” mi lascia in verità alquanto perplessa.

Tanto più che tutte queste “riscritture”con la conseguente deformazione dei personaggi, degli ambienti e delle atmosfere create da Jane Austen finiscono con l’offuscare la grandezza di colei che Virginia Woolf chiama la più perfetta artista fra le donne. Penso in particolare a Carrie Bebris che ha riscritto i sei romanzi austeniani in chiave giallo/horror e a Morte a Pemberley della grande P.D.James che pur ricreando nei primi capitoli lo stile di Orgoglio e pregiudizio, strada facendo complica in modo assurdo l’intreccio sino a fallire in ciò che si era proposta: rendere omaggio alla sua scrittrice preferita.

Così è con un certo pregiudizio che mi sono avvicinata alla versione disneyana di Orgoglio e pregiudizio. Ma al pari di Elisabeth Bennet mi sono dovuta ricredere. Teresa Radice e Stefano Turconi hanno fatto un ottimo lavoro. Non certo “rifacendo” Jane Austen, che è impossibile, ma innestando alcuni tratti del suo spirito e della sua leggerezza nello spirito e nella leggerezza del mondo Disney. I nuovi sentieri che hanno scavato tenendo conto dei paletti e dei tabù dell’universo di Paperopoli sono sentieri godibilissimi. Originale e divertente la sceneggiatura, di straordinaria espressività i disegni di Turconi.

Pur adorando il mondo Disney io non sono un’esperta di fumetti. Credo però di cogliere nel segno dicendo che Paperino nelle vesti di Mr.Duckcy con la sua mescolanza di orgoglio, delicatezza e bontà è semplicemente meraviglioso. Ottimi anche Gaston Wickman nella parte dell’ imbroglione vanesio e Paperoga Bingpap in quella di un innocente e maldestro Mr. Bingley. Perfettamente riuscite le scene in cui il cugino Picollins chiede la mano di Paperina Lizzy con le sorelle e la terribile zia Bridget in ascolto dietro la porta.

Magistralmente diretti da Teresa Radice e Stefano Turconi, le papere e i paperi di Paperoli si sono rivelati un cast davvero eccezionale. E non penso di sbagliare dicendo che Jane Austen si sarebbe divertita moltissimo leggendo la versione papera di Orgoglio e pregiudizio. Le piaceva la parodia, un genere nel quale lei stessa, dai dodici ai diciotto anni, si era cimentata.

Gli scritti giovanili di Jane Austen che una certa signora Mitford considerava “la più carina, la più sciocca e più affettata farfalla in cerca di marito”; e un’altra anonima signora, “un attizzatoio di cui tutti hanno paura”, sono stati pubblicati nella traduzione italiana di Giuseppe Ierolli, uno dei fondatori della Jane Austen Society of Italy. (Jane Austen, Juvenilia, Eliot, 2017). Ed ecco che cosa scrive Jane in questo brano tratto da una sua Storia dell’Inghilterra (1791):

Si deve supporre che Enrico fosse Sposato, visto che sicuramente ebbe quattro figli, ma non è in mio potere informare il lettore su chi fosse sua Moglie. Comunque sia, non visse per sempre, e una volta ammalatosi, il Principe di Galles suo figlio arrivò e gli portò via la corona; in seguito a ciò, il Re fece un lungo discorso, per il quale devo rimandare il lettore alle Opere di Shakespeare. (“Enrico IV”)

Con la loro versione a fumetti di Orgoglio e pregiudizio, Radice e Turconi non hanno certo preteso di sostituirsi al romanzo originale. Sono però convinti che il fumetto possa fungere da trampolino di lancio verso di esso. Dalla parodia essi rimandano lettrici e lettori alla grande Jane, al suo spirito e al piacere squisito che ogni suo romanzo ci dona; ai suoi buffoni, ai suoi pedanti, ai suoi mondani, ai suoi signori Collins e signore Bennet; personagge e personaggi che nascono- scrive Virginia Woolf –avvolti nel colpo di frusta di una frase che, all’atto di circoscriverli, ritaglia per sempre la loro sagoma.

[Le fotografie ritraggono alcune pagine della prima puntata, comparsa sul Topolino n. 3292 del 26 dicembre 2018]

Recensioni, gli ultimi post.
FN, tutti gli ultimi post