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Marchesa Colombi, Un matrimonio in provincia

Scheda editoriale
Marchesa Colombi, Un matrimonio in provincia, Einaudi, Torino, 1981. – XI-107 pp.;
19,5×11,5 cm. – (Centopagine, 23); 2 ed.
Nota introduttiva di Natalia Ginzburg
Nota Bio-Bibliografica di Luciano Tamburini
Brossura
Al recto della guardia anteriore: Centopagine / Collezione di narratori / diretta da Italo Calvino
Al recto della quarta della guardia posteriore: Nome della collana e titoli pubblicati
Al dorso: numero d’ordine, logo della casa editrice, autore, titolo
Responsabilità grafica non indicata [Bruno Munari]
Stampa: 19 dicembre 1981; ristampa identica alla precedente del 28 aprile 1973
Stampatore: Industrie Grafiche G. Zeppegno & C. S.a.s., Torino
© 1973 Giulio Einaudi editore S.p.A.

Storia editoriale

Un matrimonio in provincia è un romanzo breve di Maria Antonietta Torriani, scrittrice entrata nella storia del romanzo popolare e del femminismo tra la fine dell’Ottocento e il primo Novecento, sotto lo pseudonimo di Marchesa Colombi. Già scrittrice presente nei cataloghi editoriali di case come Sandron e Baldini & Castoldi, la Marchesa pubblica per la prima volta il suo racconto sulla maturazione di una giovane ragazza di provincia, Gaudezia Dellera, nel 1885 per la casa editrice milanese Giuseppe Galli, con una copertina che reca la data di pubblicazione dell’anno successivo, il 1886.

Il racconto arriva a una terza edizione per i tipi di Galli nel 1890 per poi essere dimenticato per oltre ottant’anni. Sarà la macchina editoriale di casa Einaudi, durante l’era della collana “Centopagine” diretta da Italo Calvino a riscoprire e ripubblicare Un matrimonio in provincia, dietro il suggerimento attento di Natalia Ginzburg, che oltre a proporre l’opera per la collezione, ne firma la nota introduttiva.
Il romanzo è pubblicato da Einaudi nel 1973 e segna uno spartiacque nella successione dei volumi, poiché per la prima volta scompare, dalla scritta fissa riproposta nel colophon dei volumi, l’aggettivo “grande”, abbinato ai narratori della collana come sinonimo di “classico”. Non si trattava solo di una scelta di presentazione della collana, ma di una volontà del direttore di fornire quasi una garanzia al lettore, oltre che una precisa selezione dell’ambito editoriale, con autori considerati cioè emblematici e universali nel loro messaggio letterario. La scomparsa dell’aggettivo fa quasi pensare che dopo tre anni di pubblicazioni, il lettore einaudiano fidelizzato abbia già imparato a cogliere quella garanzia e selezione, racchiusa nel nome stesso della collana.

La quarta di copertina è firmata da Italo Calvino, che ascrive il testo tra le opere italiane scelte all’interno di “Centopagine” per la capacità di un felice “raccontare” ed è nello scritto di copertina che analizza da letterato editore la modernità e l’originalità della scrittura. Calvino individua nel testo, come scrive, “una voce di scrittrice che sa farsi ascoltare qualsiasi cosa racconti perché è il suo modo di raccontare che prende, il suo piglio dimesso ma sempre concreto e corposo, con un fondo di sottile ironia: di quell’ironia su se stessi che è l’essenza dello humor”. La quarta di copertina di Un matrimonio in provincia, dietro le parole del direttore, prende anche i toni di una micro recensione alle opere di Ginzburg: Calvino riconosce infatti nei tratti più importanti del racconto della Marchesa, una somiglianza con romanzi come Valentino o Lessico famigliare.

Un matrimonio in provincia continua a essere pubblicato da Einaudi con ristampe e una seconda edizione nel 1981. La fortuna del romanzo continua per tutti gli anni Novanta del Novecento, anche se nei cataloghi di piccole case editrici.

Nel 1993, il testo è edito dalla casa editrice Interlinea di Novara con prefazione di Giuliana Morandini e un ritratto della scrittrice di Giovanni Segantini, nella collana “Biblioteca del Centro novarese di studi letterari”. Nel 1998, anche l’Araba Fenice di Cuneo pubblica il romanzo all’interno della collana “Libarsi”, mentre un anno dopo Un matrimonio in provincia è pubblicato in una nuova edizione per i tipi di Interlinea con una nota a cura di Silvia Benatti, stavolta nella collezione “Biblioteca di narrativa”.

Nel 2000, la casa editrice milanese Cartacanta pubblica il romanzo nella collezione “Penna & matita”, seguita nel 2005 dalla casa Marco Valerio di Milano (seconda edizione nel 2014) e nel 2007 dalla Rocco Carabba di Lanciano, che inserisce il racconto come nono volume della collana “Classici Carabba” con testo a cura di Laura Oliva. E mentre la Evaston Northwestern University press dedica una versione tradotta dall’italiano in inglese al romanzo della Marchesa Colombi, anche Einaudi riscopre Un matrimonio in provincia spolverandolo dal catalogo dopo quasi trent’anni. È del 2009 la pubblicazione in “Einaudi Tascabili”, nella stessa edizione con nota introduttiva della Ginzburg e parte degli scritti di Calvino in quarta di copertina.

Nel 2012, le edizioni Barbès di Firenze pubblicano il romanzo nella collezione “Classici”, a cura di Tommaso Guerrieri; e tra le ultime edizioni c’è quella novarese di Interlinea, che continua a pubblicare il testo, nel 2016, spostandolo ancora una volta di collana, stavolta per la “Biblioteca del Piemonte orientale”.

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