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MANSFIELD PARK, LONDRA, PORTSMOUTH. 200 anni di MANSFIELD PARK (3 di 5)

200 anni di Mansfield Park, di Giuliana Giulietti

 Mansfield Park, Londra, Portsmouth

Senza titolo
Scritto tra il 1811 e il 1813 Mansfield Park è il romanzo nel quale arrivano e si espandono le ombre del mutamento epocale che di lì a poco avrebbe disgregato la società rurale nella quale Jane Austen era nata e vissuta.
Nonostante si vantasse di essere la femminina più ignorante e peggio informata che mai abbia avuto il coraggio di diventare scrittrice, Jane Austen era perfettamente aggiornata sullo stato del mondo – la guerra tra gli inglesi e i francesi nelle Indie Occidentali, la crisi ad Antigua (dove infatti spedisce Sir Thomas) causata dal crollo del prezzo dello zucchero, dovuto al blocco napoleonico – e si rendeva conto della violenza e della velocità con cui le nuove energie e idee e poteri messi in moto dalla rivoluzione industriale stavano cambiando l’Inghilterra. Un cambiamento che sconvolgeva tanto le città quanto le campagne dove emergeva un nuovo tipo di proprietario terriero negligente e incurante delle sue terre, avido dei piaceri mondani di Londra e di Bath, e di cui è figura in Persuasione Sir Walter Elliot.

Amante del lusso, corto di cervello e snob, Sir Walter accumula tanti debiti da essere costretto ad abbandonare/affittare la sua residenza di campagna, Kellynch Hall.
Non così vanitoso e irresponsabile, Sir Thomas Bertram è ancora legato all’etica rurale e tuttavia anche in lui si fa strada il nuovo atteggiamento speculatore avido e calcolatore. Autorevole esponente dell’aristocrazia terriera, egli non esita ad arricchirsi con il commercio dello zucchero ad Antigua sfruttando il lavoro degli schiavi. Di tutto questo nel libro non vi sono che pochi accenni. Jane Austen – da scrittrice di razza – ha un modo tutto suo di rappresentare lo scontro tra il passato e il presente e lo fa mettendo in scena attraverso i suoi personaggi e i tre luoghi in cui si svolge l’azione: Mansfield Park, Londra, Portsmouth, il conflitto tra immobilità e irrequietezza, tra stabilità e cambiamento, tra ciò che sta fermo e ciò che si muove.
Alla stabilità, all’ordine e alla quiete di Mansfield Park si oppongono, con il loro movimento incessante e caotico, i mondi di Londra e di Portsmouth.
Londra è la città dei piaceri, dell’eleganza, dello snobismo, dei licenziosi costumi dell’alta borghesia e dei vertici della marina rappresentati nel romanzo dall’Ammiraglio Crawford lo zio di Mary e di Henry, un uomo dalla condotta immorale, che invece di tenere con sé la nipote, aveva preferito portarsi in casa l’amante e nella cui cerchia i due giovani si sono formati. Ed è a Londra che Maria e Julia perdono la reputazione mentre Tom – che vi conduce una vita sregolata -è colpito da una malattia gravissima che lo conduce quasi alla morte.

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Portsmouth è il mondo da cui Fanny proviene. Vi ritorna a diciannove anni per un soggiorno di tre mesi. A Portsmouth c’è la famiglia Price: la madre e il padre di Fanny e numerosi fratelli e sorelle e la loro casa è il regno del rumore, del disordine, e dell’improprietà. Nessuno rimaneva al suo posto, niente veniva fatto così come si sarebbe dovuto fare. Mr e Mrs Price non hanno alcuna autorità sui figli e sulle figlie, non ci sono regole da osservare, ma solo impulsi disordinati e collere e litigi.
Incapace di rispettare i suoi genitori come aveva sperato, frastornata da tanto scompiglio e sconvolta dalla mancanza di vero affetto e decoro, Fanny capisce che la sua vera casa non è il luogo in cui è nata, ma quello in cui è cresciuta.
E’ vero, Mansfield è un luogo dove lei ha anche sofferto per via della cattiveria di Mrs Norris, della derisione e del poco affetto delle cugine. Ma – osserva Tony Tanner – un luogo può essere investito di un valore più alto delle persone che ci vivono e Mansfield, che rappresenta simbolicamente i valori stoici del controllo, della stabilità, della rettitudine – ci è offerto nel romanzo come un’immagine di tranquilla resistenza all’inizio di quello che sarebbe stato il secolo più tormentato dai cambiamenti di tutta la storia inglese.
Fanny Price è figura di questa tranquilla resistenza. Il contrasto tra Fanny e Mary – tra la debolezza, la timidezza e l’ obbedienza dell’una e l’energia, il brio, l’irriverenza dell’altra – acquista allora, secondo le implicazioni simboliche del libro, un significato profondo.
Cresciuta negli ambienti più chic e cinici di Londra di cui ha adottato la massima con il denaro si ottiene tutto (e lei che ha già una rendita di ventimila sterline aspira a un marito ancora più ricco), Mary Crawford non è un mostro di cattiveria, sa anche essere buona e generosa. Più di una volta ha sostenuto e protetto Fanny dalle angherie di Mrs Norris. Ma la sua generosità e la sua bontà – ci avverte Jane Austen – sono superficiali, capricciose, fasulle. Di maniera perché sono appunto le belle maniere, la sua brillante personalità che Mary coltiva. Meravigliosa nel mondo delle apparenze, Mary in stessa, come essere morale, è una nullità . E’affezionata a Fanny, eppure non esita ad assecondare Henry che dopo aver illuso Maria e Julia, vuole divertirsi per un paio di settimane con la cugina povera, vincere la sua ritrosia e spezzarle il cuore. Gli va male perché di Fanny si innamora al punto di volerla sposare.

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Lei però non ci sta. Tutte e tutti la spingono a quel matrimonio compreso Edmund, ma Fanny pur soffrendo per quell’assedio le pene dell’inferno non cede. Resiste. Henry Crawford ama davvero Fanny e con lei diventa un uomo migliore, ma in realtà la sua è una recita e lui, come ha dimostrato durante la rappresentazione di Giuramenti di amanti (Lovers’Vows) è un attore meraviglioso. Interpreta con Fanny la parte dell’innamorato costante e devoto, ma la sua vanità e una sessualità vissuta come gioco mondano, come segno di forza e di prestigio personale e perciò come una forma di insincerità avranno la meglio. E rientra nei panni del seduttore.
A Londra quando incontra di nuovo Maria ora Mrs. Rushworth, Henry non resiste all’idea di vincere la sua freddezza e di ottenere da lei un immediato piacere. Diventano amanti, Maria abbandona il tetto coniugale e fugge con lui.
Julia, ospite a Londra della sorella, immagina che in seguito allo scandalo le toccheranno di certo, una volta rientrata in famiglia, maggiore severità e controlli, Così fugge in Scozia con il frivolo Mr Yates – colui che ha portato a Mansfield l’infezione del teatro -e lo sposa.

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