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MONICA BACIO, di Lorenzo Fontana. 3: Il corpo che già parla.

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Monica Bacio

frammenti per un monologo

di Lorenzo Fontana

3. Il corpo che già parla

All’ incanto pare messo
questo corpo assai perplesso.
S’è scoperto che d’anomala porzione,
il testosterone, non dà sostegno,
non ne è pregno il picciol sacco
che contien quei due boli
che son detti testicòli.
Se divertono davvero
de viaggiar in sotto e in sopra
ora al posto delle ovaie,
spingi in sotto daje daje,
son le mani del dottore
che lo tasta tutte l’ore
quello scroto poveretto,
guardato deriso reietto,
già se sente un po’ violato
da quell’uomo che bendato
è dovuto intervenire e col bisturi ferire
quella pelle delicata,
con un taglio l’ha squartata,
l’è già tardi, l’infante non lo è più,
ce n’ha 12, su per giù.
Sono detti in ascensore
sti cojoni sì viaggianti.

Il mio compito è fermarli, stabilirli,
rinvigorirli:
farli diventar maschili,
ora sono troppo vili,
là nel sacco van fermati e pompati
rinvenuti
perché non rimangan muti
che sprizzar dovrìano il seme,
del futur sarìa la speme.

Certo invero va assestata, questa cossa sconquassata,
ma il continuo toccamento mette dentro la sua capa una convizion che crepa
le difese ed il concetto
che separan netto netto
noi dal metterci a servizio
dal pensar che siamo oggetti sempre e solo atti al vizio

S’el toccato sono stato
il destino è già segnato
ecco è aperto sto portone
giunto a posto il mio coglione
sia di pubblica visione il mio cazzo in erezione.

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“Monica Bacio è un nome rubato al personaggio di un testo di Michel Marc Bouchard, che io e Valentina Diana mettemmo in scena nel 2007. Un personaggio che è poi diventato una sorta di mio alter ego e che si è “esibito” in alcune occasioni (e grazie ad Elena Russo Arman, per aver coinvolto Monica nelle performances dedicate a Fassbinder, organizzate da Phoebe Zeitgeist a Milano) per poi rimanere in attesa di un’uscita ufficiale. Ora Monica è quasi pronta, nel frattempo le è cresciuta la barba, e si presenta raccontando la storia di un bambino, del bambino che era, e del suo percorso di crescita e di scoperta del mondo. Ho scritto il lamento di Monica in versi, perchè era per me l’unico modo di dire cose non sempre leggere, mantenendo un po’ di distacco, cercando di non abbandonare mai il tono giocoso e ironico.” [dal Foglio di sala de IL LAMENTO, ovvero le lacrime, DI MONICA BACIO, di e con Lorenzo Fontana, andato in scena il 10 aprile 2015 al Cecchi Point di Torino]

Monica Bacio ha una pagina facebook.

Monica Bacio

frammenti per un monologo

di Lorenzo Fontana

1. Intro

2. In lotta per il sé

 

[ Da sempre FN si interroga, nella pratica, sul rapporto fra testo e immagine in rete e su come sia possibile portare in ambito virtuale materiali che vivono all’interno del mondo tangibile; la serie di Monica Bacio, che Lorenzo Fontana pubblicherà per FN nel corso dell’estate 2015, nasce dal progetto di un monologo, che ha già visto una prima messa in scena come studio. Come si porta un monologo in rete? Senza il corpo dell’attore, senza la voce, la scena? Monica Bacio prova a farlo costruendo dei frammenti che combinano testo e immagine (entrambi di Lorenzo Fontana), in un’operazione che ricorda molto da vicino le serie di Francesco Gagliardi (Esercizi, dove gli spartiti di performance sono resi immagine su carta, spediti, fotografati e messo in rete, affidati all’esecuzione di uno spettacolo privato di cui non abbiamo traccia se non ipotetica) o di Giovanni Tola (Kroppslotion, dove l’autobiografia si articola fra testo e immagine, ponendo il proprio corpo come terreno unico della rappresentazione). N. d. D.]

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