Non starò a raccontarvi delle storie

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LISTE COME PIOVESSE. Da Londra, Federico Andornino

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L’estate è finita, comincia l’autunno

Ah, l’autunno! Sembrerà strano detto da un italiano, ma non vedevo l’ora che le temperature scendessero sotto i 20 gradi, e per festeggiare ho compilato una lista delle cose che non mi mancheranno della passata estate londinese:

 

–       L’orrido stile estivo dell’inglese medio: maglietta sfilacciata, pantaloncini sbiaditi e infradito (a tutte le ore del giorno e della notte); finalmente possiamo tornare a delle mises più, come dire, prudenti (o che hanno meno a che spartire con un orfano uscito da un romanzo di Dickens)

–       L’ossessione anglosassone per il frappuccino, l’ipercalorico, truculento beverone ghiacchiato di Starbucks & Co: davvero ragazzi, ma un bicchiere di acqua fresca, no?

–       I finti barbecue nel parco: se avessi voluto mangiare delle salsiccie di Lidl completamente bruciate su un barbecue portatile (e altamente tossico), avrei usato il tostapane di casa mia (che è un disastro, ma questa è un’altra storia…)

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Ma il cambio di stagione significa anche un ritorno a volumi di lavoro pseudo-maniaci. Già, perché si avvicina la settimana più attesa/temuta dell’anno: la Fiera di Francoforte è alle porte. E così, visto che sono in vena di liste, ho pensato di stilare una rapida Frankfurt Survival Guide (lo scriverei in italiano ma giuro che dopo una lunga giornata in ufficio non mi vengono più le parole):

–       Consiglio numero 1: niente funziona meglio per attirare l’attenzione di un agente letterario nelle settimane pre-Francoforte di un bel pranzo. Gli agenti sono un po’ come dei figli, bisogna fare in modo che ognuno di loro pensi di essere il cocco di mamma, e non c’è metodo migliore che dedicare loro tutta l’attenzione possibile in un simpatico ristorante dal cibo delizioso. Unico inconveniente: l’agente letterario è scaltro come una faina e fa esattamente il vostro stesso gioco

(Corollario: sarebbe importante, dopo tutti questi pranzi, rinnovare l’abbonamento alla palestra, ma su questo punto vedi il consiglio successivo)

–       Consiglio numero 2: abbandonate completamente ogni parvenza di vita sociale. Tutto il tempo libero deve concentrarsi su un unico obiettivo: LEGGERE. Per chi non fosse a conoscenza del lavoro editoriale, gran parte della giornata lavorativa passa tra riunioni, incombenze burocratiche e il lavoro sui libri di prossima pubblicazione. Tempo per leggere = zero. Si recupera in metropolitana, sull’autobus, dopo cena, nel weekend. E sotto Francoforte non c’è scampo: abbiamo ricevuto nelle ultime tre settimane decine di libri da considerare, e anche scartando immediatamente quelli più deboli (o semplicemente improponibili), ne rimangono sempre e comunque troppi.

–       Consiglio numero 3: siate spietati. Perché leggere 500 pagine su un padre malato di cuore che racconta il suo viaggio interiore per riavvicinarsi a un figlio lontano, quando sapete già che nessuno nel vostro ufficio vuole pubblicare una roba simile? Meglio stroncare sul nascere l’agente che impantanarsi in letture indigeste.

–       Consiglio numero 4: il caffè è il vostro migliore amico.

 

E buona fortuna!

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In breve…

Volevo scrivere un aggiornamento sulla questione A vs H, ma da queste parti esce un articolo al giorno, e quanti di noi hanno davvero voglia di sorbirsi sta storia quotidianamente? Se proprio volete vi segnalo il New York Times che di solito ha sempre le notizie più aggiornate (ecco l’ultimo articolo: In Latest Volley Against Amazon, Hachette’s Writers Target Its Board)

 

La shortlist del Man Booker Prize è stata annunciata di recente e per la prima volta ci sono anche gli americani (vedi qui: Man Booker prize shortlist 2014 includes US authors for the first time). Il premio è stato infatti allargato a qualsiasi autore di lingua inglese (prima era possibile partecipare solo se cittadini del Commonwealth). Il vincitore sarà annunciato il 14 ottobre, ma intanto si è scatenata la polemica: solo uno dei sei autori è donna. Il new feminism movement, come viene chiamato qui, ha criticato la scelta, specialmente dopo la vittoria di Eleanor Catton l’anno scorso.

 

Vi segnalo Pride un delizioso film inglese che è un mix tra Billy Elliott e The Full Monthy: tratto da una storia vera, racconta di un gruppo di attivisti LGBT che durante gli scioperi dell’era tatcheriana decisero di aiutare un villaggio di minatori gallese. Se vi sembra strappalacrime vi dico che: 1) lo è, ho pianto più o meno dalla prima scena ai titoli di coda (ma io piango anche quando gli umani distruggono l’albero gigante in Avatar, quindi non faccio testo) 2) è in realtà, un film molto equilibrato che parla di diritti, di solidarietà, di amicizia. Non perdetevelo.

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Caffè

Una chicca vicina a casa mia. Per un ottimo caffè vi consiglio… un negozio di formaggi. La Fromagerie, ha un paio di negozi sparsi per Londra, tra cui uno nel mio quartiere di Highbury, e vende una selezioni di formaggi davvero magistrale (ho sperimentato un’ottimo pecorino toscano e una toma delle langhe che mi ricorda le terre di famiglia). Ma – vedi punto 4 della mia guida pre-Francoforte – è il caffè che ci interessa! E qui è davvero buono. Niente camerieri aitanti, ma se fate due passi c’è un verduriere che non è niente male…

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