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Lazarillo De Tormes

Scheda editoriale
Lazarillo De Tormes, Einaudi, Torino, 1972. – XI-81 p.;
19,5×11,5 cm. – (Centopagine, 20); 1 ed.
A cura di Oreste Macrì
Traduzione di Vittorio Bodini seguita da Nota editoriale a firma Oreste Macrì
Nota introduttiva di Vittorio Bodini
Brossura
Al recto della quarta anteriore: Centopagine / Collezione di grandi narratori / diretta da Italo Calvino
Al recto della quarta posteriore: Nome della collana e titoli pubblicati
Al dorso: numero d’ordine, logo della casa editrice, autore, titolo
Responsabilità grafica non indicata [Bruno Munari]
Stampa: 18 novembre 1972
Stampatore: Industrie Grafiche G. Zeppegno & C. s.a.s., Torino
© 1972 Giulio Einaudi editore S.p.A.

Storia editoriale

Lazarillo de Tormes è un romanzo spagnolo di autore anonimo, la cui prima pubblicazione in Spagna è datata 1554. L’opera, proibita dall’Inquisizione, è considerata un esempio di letteratura picaresca del Cinquecento, con riferimenti alle fabliau, o favolette in rima medievali, e le storie della tradizione popolare spagnola.

La prima pubblicazione italiana risale al 1622, a Venezia, per la casa editrice il Barezzi, con il titolo Il Picariglio castigliano, cioè La vita di Lazariglio di Tormes. Restato in silenzio per tutto il Sette e Ottocento, bisogna aspettare il primo decennio del Novecento, per ritrovare il romanzo all’interno dei cataloghi editoriali. Nel 1914, l’istituto editoriale italiano di Milano pubblica l’opera con il titolo La vita e la varia fortuna di Lazzarino di Tormes, con traduzione e prefazione di Luigi Bacci. Tre anni dopo, la casa editrice periferica Carabba di Lanciano pubblica una nuova traduzione a cura di Ferdinando Carlesi, dal titolo Vita e avventure di Lazzarino da Tormes.

Il Lazarillo rientra tra le opere dei novellieri spagnoli del genere picaresco, assieme a Clemente Sanchez De Vercial, Juan De Timoneda e Miguel Cervantes de Saavedra, nell’antologia a cura di Ettore de Zuani per Primato editoriale, nel 1921. Nel 1928, a Palermo, l’editore Trimarchi pubblica un’edizione del Lazarillo con introduzione e note di Carmelo Palumbo, per la “Collezione di classici stranieri”; nello stesso anno, la casa editrice Signorelli di Milano pubblica l’opera con introduzione e note di Pilade Mazzei.

Pregiata è l’edizione Formiggini, del 1929, con traduzione, introduzione e note di Alfredo Giannini e disegni di Glicenstein, per la nota collana “Classici del ridere”. L’anno seguente, anche Bemporad pubblica l’opera, nella forma di riduzione italiana per la gioventù a cura di Silvio Pizzorno, con le illustrazioni in quattro tavole fuori testo e coperta di Fabio Fabbi.

La fortuna dell’opera in Italia continua nel secondo dopoguerra. Sempre a Milano, per le edizioni della Conchiglia, nel 1943, l’opera è pubblicata in versione illustrata con custodia e stampata in 115 esemplari numerati. Nello stesso anno, l’opera torna a Venezia, stampata dalla tipografia Zanetti in un’edizione a cura di Alfredo Cavaliere; nel 1946, a Milano, Efa, editoriale Fasani pubblica il Lazarillo con traduzione dallo spagnolo di Torquato Padovani, come sesto titolo della “Collana universale”.

L’opera arriva anche a Torino, per la Utet, all’interno della collana “I grandi scrittori stranieri”, a cura di Elena Raja, nel 1951 (poi anche nel 1960 con il titolo La faina di Siviglia. Lazzarino di Tormes) e a Napoli nel 1955 con l’edizione veneta a cura di Alfredo Cavaliere per la casa editrice Francesco Giannini & figli e nel 1960, per la casa editrice Pironti con un testo illustrato a cura di Alberto Del Monte. Nel 1957, a Modena le edizioni Paoline stampano il Lazarillo (2 edizione nel 1959) a cura di Ventura.

Gli anni Sessanta e Settanta sono i più fortunati per l’opera, ricchi di nuove traduzioni e nuove case editrici. Nel 1960, Rizzoli, pubblica un’edizione con traduzione e note di Antonio Gasparetti, nella collezione Bur: la stessa verrà pubblicata sette anni dopo a Palermo dalla casa editrice Palumbo, nella collezione “Scuola del leggere” a cura di Nicola Liscio. Nel 1961, la Giunti-Bemporad-Marzocco, pubblica una riduzione dallo spagnolo a cura di Silvio Pizzorno, mentre nello stesso anno le edizioni Paoline stampano la loro quarta edizione dell’opera. Il romanzo si ritrova anche ne “I corvi” di Dall’Oglio, sezione avorio per classici e poeti, prima pubblicazione nel 1961, con traduzione di Clemente Fusero. Nel 1964, l’opera torna nei cataloghi Signorelli di Milano, con la nuova traduzione di Giuseppe Mercurio e le illustrazioni di Beniamino Bodini. Nel 1965, anche a Bologna, Ponte nuovo stampa il romanzo con riduzione e adattamento dallo spagnolo di Felicita Riggio Lorenzini. Nel 1967, Editori Riuniti pubblica il testo a cura di Rosa Rossi, mentre nel 1970, la Fabbri pubblica il romanzo nella versione tradotta di Fulvia Landi.

Nel 1972, il Lazarillo entra per la prima volta nel catalogo Einaudi, come ventesimo titolo della collana “Centopagine” diretta da Italo Calvino, con traduzione e nota introduttiva di Vittorio Bodini e testo a cura di Oreste Macrì. (3a edizione 1981). L’anno seguente, il romanzo è stampato anche dal Club degli editori, mentre nel 1977, la casa editrice Longo di Ravenna pubblica il Lazarillo a cura di Benito Brancaforte e Charlotte Lang Brancaforte, nella collezione “L’interprete”.

Nel 1981, Mondadori pubblica un’edizione illustrata del testo a cura di Fernando Bellber, nella collezione “Per filo e per segno”. La traduzione Rizzoli di Antonio Gasparetti è ripubblicata nel 1988 con introduzione di Roberto Paoli (5a edizione). Nel 1990, Garzanti pubblica il romanzo ne “I grandi libri Garzanti” con traduzione e note di Gilberto Greco (2a edizione nel 1992, 3a edizione nel 1994, 7a edizione nel 2005, 10a edizione nel 2010), mentre a Napoli, la casa editrice Liguori pubblica la traduzione di Giulio Strozzi, con testo a cura di Aldo Ruffinatto. Due anni dopo, il romanzo si trova nei cataloghi della Ghisetti e Corvi di Milano, nella collezione “Il quadrangolo”, con testo illustrato a cura di Paolo Aziani.

Sempre nel 1992, il Lazarillo de Tormes torna a essere pubblicato in Einaudi, nella collana “Gli struzzi”, nella stessa traduzione di Bodini ma con un saggio di Francisco Rico. Nel 1993, anche Feltrinelli pubblica l’opera nella collana “Universale economica”, con introduzione di Manuel Vázquez Montalbán a cura di Rosa Rossi, stessa curatrice del romanzo per Editori Riuniti (3a edizione nel 2004).

Mondadori pubblica per la prima volta il romanzo nel 2000, a eccezione dell’edizione illustrata del 1981. Il testo è a cura di Lucio D’Arcangelo per la collana “Oscar classici”. Sempre nel 2000, il quotidiano “La Stampa” allega come supplemento il romanzo, con il titolo La vita di Lazarillo De Tormes: e le sue avventure ed avversità. Nel 2008, la Rizzoli riedita nella collana “RadiciBur” il romanzo, con un saggio di Carlo Bo, introduzione e aggiornamenti di Maria Grazia Profeti. L’edizione contiene anche i testi Guzmán de Alfarache di Mateo Alemán, Rinconete e Cortadillo di Miguel de Cervantes e Il trafficone di Francisco de Quevedo. Oltre alle pubblicazioni Rizzoli e Mondadori, tra le edizioni più recenti del romanzo, c’è quella Marsilio del 2017, nella collezione “Letteratura universale Marsilio” a cura di Antonio Gargano. [Marta Occhipinti]

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