Non starò a raccontarvi delle storie

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Irene Brin, L’Italia esplode. Sommessamente.

Qui il punto è solo uno
ma vale qua come
per quant’altre volte?
Libro fantastico
un inedito addirittura.
Brin ce l’aveva fatta
conoscere di nuovo Sellerio
negli anni ottanta lontanissimi
e tutt’ora l’hanno
che era dagli anni 40
che se n’era persa traccia
(salvo come traduttrice
per esempio i Riflessi d’oro di
Mc Cullers che ora ha Einaudi
è un Longanesi del ’46),
anche Elliot l’ha un po’ pubblicata
e quest’anno Atlantide
ha ripreso il suo Mondo.
Ok.
Collana fighissima vien da pensare
pensa poi in sto momento
La memoria restituita. Fonti per la storia delle donne.
Oddio gusto d’antan, di quando poco s’ammiccava e ci si faceva
vanto
d’esser sobrie come sobri,
ma ci piace il d’antan.
Però dài guardatela
sta copertina e fatevi un giro nel catalogo
(quante cose belle direte se leggete la lista!)
che pena.
Cose che sembrano altre cose ma peggio,
alla rinfusa.
Ora: stai pubblicando un inedito di Brin,
lo vorrai ben vendere a più di quattro
persone
magari oltre a quelle che già sanno chi sei?
Ok, già grazie che non l’avete fatta come
i finti Sellerio di cui avete il catalogo pieno
però dài, sù!
Ora e ancora:
questo volume
-seguitemi: Brin che fa la cronaca del 1952!
ma che meraviglia!-
volume che tutti si dovrebbe leggere per
essere contentoni e contentone del fatto di leggere,
sembra davvero una cosa bella, fatta con tutti i crismi, Perché?
Perché diavolo?
Perchè diavolo non investi due euri
-no, un bel po’ di euri, belli spesi-
un bel po’ di euri per fargli un progetto grafico che non sembri
fatto
nello sgabuzzino
mentre tutte le altre e tutti gli altri
vi occupate d’altro?
Non ha senso!
Ma lo guardate Masterchef?
E com’è allora che impiattate così?
Né carne e né pesce,
tutto bello precisino a muzzo.
Uffa!

Saluti dalla Fiera della piccola e media editoria di Roma, 2018
a presto
FN

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