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IL RUMORE DEI TUOI PASSI, di Valentina d’Urbano. AVVERTENZE, di Caterina da Padova / 12


Il rumore dei tuoi passi. Valentina d’Urbano, Longanesi 2012

Avvertenze, di Caterina da Padova, 12

Illustrazione per "Avvertenze", di Caterina di Padova (Liz Taylor in The Taming of the Shrew, 1967)

Da leggere tutto d’un fiato

“Mbè, cioè, capito, no?, appunto”: Valentina D’Urbano, capelli neri, classe ’85, semplicità forzata e jeans d’ordinanza, è andata a scuola dell’indimenticabile Carlo Verdone per aggiungere stile al suo video d’accompagnamento per quello che è stato definito l’esordio dell’anno, Il rumore dei tuoi passi.

Mbè, certo, anche lei è nata in un quartiere disssaggiato, ma insomma la sua adolescenza, ci racconta seduta su un gradino con fare disinvolto, non è stata così teribbbile come quella dei due giovani, Alfredo e Bea, che stanno al centro di un romanzo che è “come un pugno nello stomaco”, è “una lettura fortissima”, di quei libri che “li compri e poi non ti stacchi”, “consigliatissimo”.

Così i tanti lettori salutano sul sito di Ibs, uno dei maggiori motori di ricerca di libri in commercio in Italia, il libro di Vale (intanto è già diventata un’amica, una coetanea dei suoi lettori, tanto simile ai ragazzi della nostra acclamata madre padrona, Maria De Filippi) attribuendo 5 voti su 5. In pochi, ma qualcuno c’è, mostra qualche dubbio ma è soffocato dall’entusiasmo generale.

Molto in alto anche in classifica, Il rumore dei tuoi passi, titolo al solito accattivante tra memorie Harmony e poesia ermetica, è, in verità, una riedizione in forma ciociara del noto Noi ragazzi dello zoo di Berlino dell’ancora maledetta Cristiane F, condito con uno spruzzo del Nicolò Ammaniti più truce, quello di Come Dio comanda, per capirci.

Padre violento, assai manesco, isolamento urbano (i nostri ragazzi vivono in un luogo non meglio specificato chiamato la Fortezza) genitori assenti, vacanze negate e l’inevitabile incontro fatale con l’eroina.

Muore Alfredo sparandosi l’ultima dose tagliata, quella fatale che tutti aspettavamo mentre Bea si salva. In grembo porta il figlio di un amore passionale e rabbioso.

Un’amore ineludibile come la forza del sangue, ineluttabile come il destino, improntato su un lontanissimo romanzo, scomparso nella polvere dell’oblio e non in quella di un quartiere di poveri cristi, intitolato Cime tempestose (che importa che Vale ne sia consapevole, anzi la sua ignoranza in fatto di classici le restituisce il colpo di genio).

Già, anche lì un bambino e una bambina crescono insieme, quasi fratelli, quasi specchio l’uno dell’altra, uniti da una forza quasi metafisica. Vale però preferisce che nasca, dopo la tragica fine di Alfredo, un bambino del tutto identico al padre, capelli biondi e occhi verdi, il frutto migliore di due esistenze segnate da quello che la tv definisce “degrado”.

Vale, coraggiosa esordiente cucita insieme con i modelli letterari più sicuri, è un esordio che pretende di fare il paio con quello dell’anno scorso di Silvia Avallone, con un soffio in meno rispetto alla compiaciuta morbosità di un amore consumato tra due ragazze (là infatti il desiderio erotico aveva un afflato lesbico).

La scrittura non presenta sorprese: piatta, ripetitiva, inutilmente enfatica a coprire il vuoto assoluto. Un solo esempio: “La luce azzurrina delle terrazze dove non batte mai il sole, quella artificiale giallastra, spesso spenta, dei pianerottoli. Il tramonto riflesso sulle schegge di bottiglie rotte sull’asfalto, che brillano come diamanti. I fari della notte, gli stop che ammiccano, il riflesso delle tv accese negli appartamenti bui.”.

Se non bastassero le schegge di bottiglia che brillano come diamanti a fare da eco al migliore Eros Ramozzotti, cantore delle periferie, ecco “il rumore dei tuoi passi, il tuo odore che svanisce sul cuscino, la luce del giorno in cui mi hai lasciato. Capito, no?”.

La fascetta giallina estratta dall’Espresso recita “una storia acuminata e avvincente” con una notevole faccia di tolla. D’altronde questa storia Vale “ce l’aveva ddentro”. Doveva uscire, proprio così come è stata scritta.

Avvertenze, di Caterina da Padova
12. Il rumore dei tuoi passi. Valentina d’Urbano, Longanesi 2012

Illustrazione per "Avvertenze", di Caterina di Padova (Liz Taylor in The Taming of the Shrew, 1967)

Il rumore dei tuoi passi / Valentina d’Urbano /cartaceo | 14.90 € ;  ebook (DRM Adobe (acs4) | 9.99€ , Longanesi, Milano 2012


(chi ha pagato il libro: FN, nella versione cartacea, comprato via Amazon e fattole recapitare ad una casella postale a lei intestata. 12,67 € più 2,40 di spedizione)

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