Non starò a raccontarvi delle storie

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I ROMANZI QUOTIDIANI DI CLICHY (Saluti dal Salone del Libro, 9)

Clichy / Salone del Libro Torino

Ne parlerò
anche
su Appunti
ne L’Indice dei Libri
di Giugno,
quindi qua non mi ci soffermo
tanto.
Solo per dire
-che in Appunti non
c’era lo spazio
per dirlo bene-
che è molto interessante
leggere un
Ro Ro Ro
(oltre all’assonanza con
una filastrocca
che mi dicevano
da bambino
tenedomi sulle
ginocchia:
-Ro Ro Ro
per la biada che ti dò…
per andare… [ :( altro non ricordo]
poi c’era il burrone il carbone e le gambe si aprivano
e si precipitava giù
e si diceva
-aaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!)
dicevo è molto
interessante leggere un Ro Ro Ro
perché sono libri
-le scelte per ora sono davvero
davvero
davvero
banali (ma per questo paradossalmente più
efficaci)-
che si leggono come un giornale.
Perché in effetti sono un giornale.
Il supporto è un giornale, la
gestualità è un giornale,
ma il testo è un libro.
L’abitudine che abbiamo alle due forme
nei Ro Ro Ro
si mescolano.
Con effetti bizzarri.
A me pare che ne risulti
esaltata la trama, che s’attenui l’aura
stratificata del testo che ne fa un classico, che si sgravi,
il testo, dei sostrati interpretativi, che torni insomma, alla sua dimensione di narrazione
quotidiana, lontana dall’Arte -è, credo, eco dell’attesa di notizie
creata dalla gestualità e dal supporto-.
Così pur scontati letti e riletti anche
se mai non li avesse letti,
letti, questi libri
nella Ro Ro Ro,
son nuovi.
Bello.

Un saluto,
a presto,
FN

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