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E. T. A. Hoffmann, La Principessa Brambilla

Scheda editoriale
E.T. A. Hoffmann, La Principessa Brambilla, Einaudi, Torino, 1981. – XXIV-153 pp.;
19,5×11,5 cm. – (Centopagine, 22); 2 ed.
Traduzione di Alfredo Spaini
Nota introduttiva di Claudio Magris seguita da Nota Bio-Bibliografica
Al colophon: 1 ed. nei Narratori stranieri tradotti, 1940; 1 ed. nei Centopagine, 1973;
Brossura
Al recto della guardia anteriore: Centopagine / Collezione di narratori / diretta da Italo Calvino
Al recto della quarta posteriore: Nome della collana e titoli pubblicati
Al dorso: numero d’ordine, logo della casa editrice, autore, titolo
Responsabilità grafica non indicata [Bruno Munari]
Stampa: 12 dicembre 1981;
Stampatore: Industrie Grafiche G. Zeppegno & C. S.a.s., Torino
© 1940 Giulio Einaudi editore S.p.A.
Per la nota introduttiva © 1973 Giulio Einaudi editore S.p.A., Torino
Titolo originale: Prinzessin Brambilla

La storia editoriale

La principessa Brambilla è un farsesco divertissement scritto da Hoffmann nel periodo della sua estrema stagione letteraria. Il romanzo breve è ambientato in una carnevalesca Roma del Settecento e fu dato alle stampe nel 1820, lo stesso anno in cui lo scrittore ricevette per il suo compleanno una serie di stampe dedicate alle maschere della Commedia dell’Arte del celebre incisore francese Jacques Callot. E fu forse quel regalo, unito al sogno di un viaggio mai realizzato in Italia, che ispirò il racconto della storia d’amore tra Giglio Fava, giovane attore bello e squattrinato, e l’incantevole sartina Giacinta Soardi.

Il successo dell’opera in Italia deve aspettare il Novecento e in particolar modo, la casa editrice Einaudi, cui si deve la prima traduzione italiana del testo. Il romanzo fu pubblicato nel 1940 all’interno della collana “Narratori stranieri tradotti”, celebre collana einaudiana seguita dal duo di editori Leone Ginzburg e Cesare Pavese. L’edizione in copertina azzurra uscì nella traduzione di Alberto Spaini, con otto illustrazioni del testo di Jacopo Callot, proprio in omaggio al gusto barocco che ispirò Hoffmann.

Negli anni successivi e fino agli anni Sessanta, La principessa Brambilla continua a essere presente in Italia solo nei cataloghi Einaudi. Nel 1944 viene pubblicata una seconda edizione del testo, sempre all’interno della collana “Narratori stranieri tradotti”, mentre nel 1969, il romanzo esce insieme a Il gatto Murr nella collana “I millenni”, con carte e tavole illustrate, a cura di Carlo Pinelli, con prefazione di Claudio Magris e una nuova traduzione che, oltre alla storica di Spaini, integra quella di Carlo Pinelli e Giorgio Vigolo. È di quattro anni dopo, nel 1973, la riedizione dell’opera con introduzione di Magris e traduzione di Spaini all’interno della collana “Centopagine” diretta da Italo Calvino (2 edizione nel 1981). Il romanzo rientra all’interno delle scelte editoriali di stampo picaresco e fantastico, come già Il viaggiatore sfortunato di Thomas Nashe e negli anni seguenti un altro testo di Hoffmann come Gli elisir del diavolo. Il testo passerà poi ne “Gli struzzi” nel 1989, sempre nella stessa edizione “Centopagine”.

Negli anni Novanta arriva l’interesse di altri editori. Garzanti pubblica il romanzo insieme a Mastro Pulce, con introduzione e traduzione di Laura Bocci, nel 1994, all’interno della collana “I grandi libri Garzanti” (nuova edizione nel 2009). Due anni dopo, la casa editrice SEI di Torino pubblica un’edizione del romanzo, insieme a Il piccolo Zaccaria, con traduzione e apparato didattico a cura di Andrea Carbonari, nella collezione “I colori del racconto”; sempre nello stesso anno arriva anche un’edizione Mondadori, per la collana “Oscar classici”. Il testo viene pubblicato con il titolo La principessa Brambilla : un capriccio da Jacques Callot, a cura di Marina Bistolfi.

Nel 2006, Einaudi torna a celebrare i grandi racconti di Hoffmann, pubblicando un’edizione de La principessa Brambilla nella collezione “ET Biblioteca”, in un’antologia di testi insieme a Chamisso, Dostoevskij, Stevenson, Wilde, Kafka.

 

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