Non starò a raccontarvi delle storie

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Happy New Year!

andornino_fn

Happy New Year!

Anno nuovo, vita nuova, ma per ora le vecchie e cattive abitudini rimangono, compresa quella che mi vede sempre in ritardo nel mandare il pezzo al Direttorissimo (che però si è ammorbidito: neanche un richiamo questa volta…)

Sarà che sono stato malaticcio durante il mio lungo soggiorno italiano a Natale, sarà che è sempre bello farsi coccolare dai propri genitori una volta ogni tanto, ma il rientro londinese è stato piuttosto duro. Sono stato subito travolto da una marea di lavoro – tutto quello che era rimasto in sospeso prima di dicembre – e da tante novità: 1)la nostra squadra di lavoro si è allargata, con una nuova Senior Non-Fiction Editor, Kate, che si è aggiunta al team; 2) sono stato promosso ad Assistant Editor con il compito di occuparmi di narrativa (in inglese e in traduzione) e 3) ho lasciato la carica di Vice-Chair della Society of Young Publishers (perché a volte è anche importante dire basta!)

Scrivania nuovo arrivo Kate

Insomma, un rientro quanto meno intenso. Reso poi sicuramente più teso dagli orridi eventi di Parigi. Qui dire Parigi è come dire una cittadina dietro l’angolo: da St Pancras con l’Eurostar si arriva alla capitale francese in meno di due ore. E l’impatto è stato forte: i giornali hanno tutti denunciato gli attacchi, chi pubblicando le vignette, chi no (chi avrà ragione?); un certo numero di londinesi sono scesi in piazza per dimostrare solidarietà con i cugini d’oltre manica; in parecchi si sono chiesti se ci fosse da temere un altro attentato, come quello del 7 luglio 2005 che squarciò treni della metropolitana e autobus in pieno centro.

Ma poi la reazione di fondo di un po’ tutti è stata la stessa: andare avanti con la propria vita. È singolare che proprio dopo gli attacchi del 2005 non ci siano state grandi manifestazioni di piazza a Londra. Ne parlavo con un amico americano che vive a Parigi da qualche anno ma ha vissuto l’11 settembre a New York: lui mi diceva che neanche là ci furono parate nei giorni successivi al crollo delle torri. Io credo che sia un modo di reagire tipicamente anglosassone, o quantomeno tipicamente inglese: lo sgomento e il dolore lasciano presto spazio a una dignitosa presa di posizione “Noi, si va avanti” (scusate l’orrido italiano).

andornino_fn

Tornando a noi e parlando di cose un po’ più allegre e interessanti, sono mesi che voglio segnalarvi questo bell’esperimento editoriale dei nostri amici pinguini. Come tutti gli addetti ai lavori sanno, uno dei grandi limiti dei fantomatici ebook è la scarsa flessibilità. Tutto funziona bene se si tratta di un bel romanzo zeppo di parole in bianco e nero; ma non appena cominciamo ad inserire foto, tavole, grafici e quant’altro, be’ ecco allora che il nostro caro libro elettronico mostra tutti i suoi limiti. Ciò è dovuto non tanto all’idea di libro elettronico in sé, quanto a i tipi di supporto e al tipo di file attualmente in uso. Bene, i simpatici designer di Penguin, che della semplicità e della bellezza hanno fatto uno dei loro punti di forza, hanno deciso di aggirare il problema e, per il rilancio di un vecchio marchio del gruppo – Pelican Books – hanno dato vita a una nuova esperienza di lettura, da fare direttamente online. Provate a guardare qui: www.pelicanbooks.com Potete scegliere uno dei libri della prima serie pubblicata da Pelican e leggere il primo capitolo gratuitamente: la lettura è fluida, immediatamente più piacevole alla vista di un ebook qualunque. E non preoccupatevi se state scorrendo questo blog su uno smartphone o sul vostro tablet: il testo su pelicanbooks.com si adatta automaticamente al vostro supporto. Mica male no? Dopodiché potete decidere di continuare a leggere comprando il libro. Il tutto strizzando l’occhio all’edizione cartacea, con la stessa cura per la grafica è passione per il buon design.

Pelican

IN BREVE

Anche a Londra nevica! Ma nevica talmente poco che non ho potuto che inserire questa notizia nella sezione “news rapide”. Inutile dire che una spruzzata di bianco ha comunque mandato in tilt tutti i treni che trasportano i pendolari dai dintorni di Londra al centro: l’ho detto in passato e lo ripeto, il modo migliore per rivalutare le ferrovie italiane è trasferirsi in Inghilterra.

London snow

I preparativi fervono già per la London Book Fair: abbiamo cominciato a fissare appuntamenti dalla seconda settimana di gennaio. Per darvi un’idea della frenesia, la fiera si terrà a metà aprile. Già, APRILE. Tra tre mesi.

Sto cercando di accaparrarmi dei biglietti per la mega mostra che il Victoria and Albert Museum dedicherà ad Alexander McQueen. È la stessa mostra che il Metropolitan Museum di New York allestì qualche anno fa, superando ogni record di vendite. Qui a Londra l’hanno già prolungata di diverse settimane, e deve ancora essere inaugurata. Spero di scriverne presto…

CAFFÈ

Brunch del weekend a Grain Store, un ottimo locale dientro a King’s Cross, una delle principali stazioni ferroviarie di Londra. La zona fino a qualche anno fa era territorio di prostitute e spacciatori oggi si sta trasformando in uno dei quartieri più vivi della città. Grain Store offre un menù principalmente vegetariano ma che può essere apprezzato alla grande anche da chi di vegetariano non ha proprio nulla (tipo il sottoscritto). Il caffè è ottimo, e i camerieri simpatici (ma non, ahimè, particolarmente aitanti).

Grain Store

 

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