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20: PETER HANDKE / Storie del dormiveglia

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Peter Handke, STORIE DEL DORMIVEGLIA. Guanda 1982. Prosa contemporanea 20.

Peter Handke, Storie del dormiveglia, Guanda, Milano 1982. 107 pp.; 20 cm x 12 cm; (Prosa contemporanea 20)
Titolo originale: Begrüßung des Aufsichtsrates
Traduzione di Roberto Menin
Brossura con bandelle
Alla copertina: Lyonel Feininger, Ober-Weimar (1921)
Stampa: gennaio 1983
Stampatore: Edigraf s.n.c. S. Giuliano Milanese
Copyright by Peter Handke, 1967
© 1982 Ugo Guanda Editore S.p.A, via Daniele Manin 13, Milano
Lire: illeggibile
Copia in ottimo stato.

[M. M.]

 

marchio_guanda

Alla bandella di copertina:

Queste Storie del dormiveglia risalgono al 1967, anno in cui apparve il secondo romanzo di Handke, L’ambulante, preceduto l’anno prima da I calabroni, che segnò l’esordio dello scrittore. Leggerle oggi può essere un’occasione per verificare alcune tra le fonti dello scrittore austriaco; oppure lo stato di sa­lute di quel suo «primo tempo» e, per estensione, l’attualità o meno della letteratura oggettiva, o della letteratura ipotetica, allora praticata a fini igienici ma anche, paradossalmente, poetici. In genere, l’«ambiente» di queste storie – praterie, circhi, giostre – è fantastico, sia pure di secondo gra­do: uno sfondo programmaticamente anti-naturali­stico, artificioso. Inoltre, contenuto e tema appaio­no costantemente elusi, posti tra parentesi, lasciati in sospeso. Viceversa, Handke non rinuncia quasi mai ad un «finale»: non una battuta sentenziosa, o la chiusura del senso attraverso una soluzione narrati­va, ma un vero e proprio colpo di scena epistemolo­gico. Nell’indirizzo di saluto di un consigliere d’am­ministrazione tutta la «fabula» si risolve nello sco­prire che il problema era quello dell’impossibile rin­corsa a coincidere tra letteratura, teatro ed evento; o, altrove, la descrizione di un accadimento è rita­gliata su un primo piano cinematografico (il raccon­to si chiama «Lo scoppio della guerra» – ma, di una scena di massa, Handke descrive solo le mani di al­cune persone). Altri procedimenti, altre sorprese: nel racconto «L’alluvione», la pura descrizione acquista di colpo un rilievo etico, benché alla rovescia, quando siamo informati che chi parla si trova su un aereo, cioè ad una grande distanza dal luogo dei fatti; o, ancora, per ben due volte siamo chiamati in causa sul piano emotivo, sul piano di una certa partecipazione – fino al momento in cui ci giunge la notizia che gli eroi del racconto si chiamano Gary Cooper o Randolph Scott; e ci chiediamo: perché se si chiamassero in al­tro modo, se la finzione fosse soltanto di primo gra­do, l’effetto sarebbe tutto diverso? Basta dunque un nome a cancellare tutto, a tutto rimettere in discus­sione? Questa domanda, questa baluginante o adolescen­ziale soglia dell’interrogazione è dal giovane Hand­ke identificata nello stato di dormiveglia: il sonno, il dormire, il risvegliarsi, la visione, il sogno e, infine, il risveglio dalla stessa coscienza sono da lui evocati – come a rendere palpabile, in senso metaforico e magari leggermente ridondante, una prosa che non si concede nessun altro lusso. Vengono in mente, leggendo Storie del dormiveglia, le parole con cui Musil salutò il primo libro di prose brevi di Kafka, Contemplazione, trovandovi qualcosa della «co­scienziosa malinconia con la quale un pattinatore sul ghiaccio disegna le sue lunghe volute e le sue fi­gure coreografiche». Ma si pensa, poi, non solo al primo Kafka (del resto qui esplicitamente citato), ma anche al primo Walser, al suo Storie e, perché no, all’ultimo Musil, quello delle Pagine postume pub­blicate in vita. La parentela è abbagliante – come, del resto, risulta chiarissima la conversione effettua­ta da questi scrittori, ognuno a suo modo, dell’enor­mità delle Scritture Sacre nello sfilacciamento e ad­dirittura nella noncuranza non tanto di singoli rac­conti quanto di esili «scritture profane».

Alla bandella della quarta di copertina:

Peter Handke è nato a Griffen (Austria) nel 1942 e attualmente vive a Salisburgo. Dopo avere compiu­to studi di diritto a Graz si è dedicato interamente al­la letteratura. Romanziere, poeta, drammaturgo e autore di testi per il cinema, Handke ha ricevuto nel 1973 il premio Büchner, massimo riconoscimento per gli scrittori contemporanei di lingua tedesca. Tra i suoi romanzi ricordiamo: L’ambulante(1967), Bre­ve lettera del lungo addio (1972), L’ora del vero senti­re (1975), La donna mancina (l916) e II peso del mon­do (1977), edito in Italia da Guanda nel 1981. Tra i te­sti teatrali: Kaspar (1967), La cavalcata sul lago di Costanza (1971), Esseri irragionevoli in via di estin­zione (1973). Il suo libro di versi più noto è II mondo interno dell’esterno dell’interno, pubblicato nel 1969. Storie del dormiveglia è uscito in Germania nel 1967.

 

 

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