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AVRÒ CURA DI TE, di Massimo Gramellini e Chiara Gamberale


Avrò cura di te. Massimo Gramellini e Chiara Gamberale, Longanesi 2014

Avvertenze, di Caterina da Padova, 16

Illustrazione per "Avvertenze", di Caterina di Padova (Liz Taylor in The Taming of the Shrew, 1967)

Ridateci Peynet

Per come è stato descritto dalle plurime recensioni che ha ricevuto su tutti gli inserti, bisogna dire che la struttura del lavoro a due mani, della premiata Ditta Gamberale/Gramellini, sfuggiva un po’.

Chi coglieva l’esistenza di angeli custodi maschio e femmina associati ai rispettivi personaggi, chi prevedeva invece la relazione speciale tra due soli angeli custodi maschio e femmina, chi infine ha pensato a due personaggi maschio e femmina con un solo angelo custode a seguito.

Bene, nessuno ha azzeccato: ci sono un personaggio femmina, Giò (diminutivo di Gioconda che certo Gioconda non è), e Filemone, il suo angelo custode maschio che si è incarnato in tante vite. Intanto partiamo da qui.

Giò Gioconda è molto infelice perché la sua relazione con il collega insegnante è arrivata al punto “in cui il corpo non parla con gli occhi”. Per riuscire a superare il lutto e pure il tradimento, dato che Lorenzo adesso sta con “una cosa così”, prova a lasciare una desolata lettera nel cassetto del trumò indirizzata a un destinatario non meglio identificato. Magicamente le risponde Filemone, di diretta ascendenza mitica (Filemone è lo sposo fedele di Baucii, la sua supplica è esaudita dagli dei che gli consentono di essere seppellito per sempre accanto al suo amore), con risposte via via sempre più stringenti che le insegnano la strada per riconquistare Lorenzo.

Gamberale, va da sé, è Giò, mentre Filemone, manco a dirlo, è Gramellini.

Il loro epistolario è il contenuto del romanzo, niente di più facile, niente di più efficace per colpire il cuore dei loro lettori che in qualche modo si somigliano. Pseudo umili, orecchianti culturali, alla ricerca del caso umano per sentirsi capaci di vibrare con il dolore altrui, non possono che adorare l’insicura Gio, perfetta senza sapere di esserlo e il suo angelico coach dalla parole gravide di sentimento coatto, in mirabile sintesi tra un Andrea de Carlo d’antan e l’ultima canzone di Jovanotti. Ma si sa, la scuderia è sempre quella, da cui proviene la sinistra dal volto umano che piace anche a Gamberale, scrittrice per ridere, tanto politicizzata come si conviene, paladina dei matrimoni egualitari, fragile difensora dei diritti civili, amante delle famiglie allargate dove le sue donne inquiete concentrano fallimenti e orrori che nemmeno Francesca Comencini è riuscita a descrivere.

Lorenzo comunque torna all’ovile e, dulcis in fundo, Giò resta incinta di una coppia di gemelli.

Felicità del pre Natale, confezionata in un prodotto di livello infimo ammantato di letterarietà. Sì, perché la nostra Giò Gamberale non esita a citare Edith Warthon come sua potente ispiratrice e magari non si nega neppure una citazione estemporanea da Patrizia Cavalli sul potere assoluto del corpo. D’altro canto, il saggio Filemone non sia stanca di fare il verso ai dialoghi platonici insegnando alla sua riottosa allieva a superare “i pensieri e le emozioni” per raggiungere “il cuore dei sentimenti”. Cosa vorrà dire, non si sa, ma siamo proprio in zona dei manuali d’auto aiuto.

D’altronde, in esordio, Filemone, l’Eterno innamorato come si fa opportunamente chiamare, si lancia in una teoria che è sufficiente riportare parola per parola “Amarsi è l’opera d’arte di due architetti dilettanti di nome IO che, sbagliando e correggendosi a vicenda, imparano a realizzare un progetto che prima non esisteva. Noi.”

Il tono è sempre questo, tra piccoli incidenti domestici e tanta comprensione rassegnata per l’amica che per sopportare il marito, si è fatta l’amante. Perché Giò è una che si merita molto di più. Come tutti noi.

Ridateci i fidanzatini di Peynet che almeno erano carini; questi non sembrano neanche tanto puliti.

 

 

Avvertenze, di Caterina da Padova

16.  Avrò cura di te. Massimo Gramellini e Chiara Gamberale, Longanesi 2014

 

Illustrazione per "Avvertenze", di Caterina di Padova (Liz Taylor in The Taming of the Shrew, 1967)

Avrò cura di te / Massimo Gramellini e Chiara Gamberale /cartaceo, rilegato con sovracoperta: 192 p., 16 € | ebook: 8,99 ;  Longanesi (Gruppo GeMS), Milano 2014

 

(chi ha pagato il libro? FN che ha preso l’ebook e poi però non sapeva come fare a darlo a Caterina e allora le ha dato l’I-pad che insomma come oggetto fisico pesa più del libro cartaceo)

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