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GIOVANNI COMISSO, di Monasterolo / Boccaccini

Giovanni Comisso

Queer Portraits,

di Paola Monasterolo (disegni) e Federico Boccaccini (testi)

24: Giovanni Comisso

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Giovanni Comisso

Chi è

Giovanni Comisso (1895-1969) non conobbe i giorni della rabbia e dell’orgoglio ma visse nel tempo del sogno. Vagabondò, viaggiò e vide mille cose con gli occhi sempre pieni di dolcezza di ragazzo. Il mare, la luce, le terre lontane e vicine, l’incanto della vita. “Io vorrei vivere come le piante – scrisse a De Pisis – vivere senza sapere di vivere”. Anche quando perse Guido riccioli d’oro, per errore trucidato dai partigiani, ricompose con cura il suo dolore come si lega con uno spago un pacchetto, “non lo dimenticherò mai e sarà la mia salvezza non dimenticarlo”.  Morì in un gennaio incolore mentre il suo Paese perso in altre cose disimparava a leggerlo, ma poco gli importava poiché allora “io avrò seguito interamente il mio gioco d’infanzia”.

[Federico Boccaccini]

 

Che c’è di Giovanni Comisso in Italia?

Niente. Così si vorrebbe rispondere tanto poco c’è. L’ultimo titolo stampato in Italia di Comisso è un librino minuscolo, di una casa editrice che fa librini spillati per bibliofili, stampati in poche copie: La mia casa, stampato nel 2011 (Henry Beyle, 48 pagine, 22€). La stessa casa editrice nel 2010 aveva stampato un altro testo breve di Comisso, Il lamento del conservatore (24 pagine, 18€). Oltre a queste edizioni pour amateurs si trova ancora: Mio sodalizio con De Pisis, che Neri Pozza ha stampato nel 2010 (160 pagine, 12€) e gli altri oltre cinquanta (50) titoli fra prosa, poesia e saggistica? Nulla. Non si trova più nulla.

[FN]

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di Paola Monasterolo (disegni) e Federico Boccaccini (testi)

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