Non starò a raccontarvi delle storie

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Giacomo Callo

Diecimila copertine in dieci anni.

Questa è una copertina moderna,
addirittura si muove.
È una cartolina che mi è stata spedita,
come quelle cartoline che vi arrivano piccole
piccole che quasi si nascondono nella buca
-voi le ricevete e le spedite ancora, le cartoline,
vero?-
e che le prendi in mano e fai oooooh
-che si sa essere l’espressione preferita, qui su FN-
e allora poi se la ritrovi la spedisci a tutti quanti che
facciano ooooh.
Chiunque di voi conosce Giacomo Callo,
anche se non l’ha mai sentito nominare.
Giacomo Callo, sconosciuto ai radar della celebrità,
rende migliore con costanza e pervicacia la vita di tutti noi
lettori e non lettori,
cultrici di grafica e indifferenti alla materia.

A grandi poteri si sa corrispondono grandi responsabilità.
Che certo questo è vero in
qualunque gesto di comunicazione
pubblica,
ma se questo gesto ha una tale ampiezza da entrare nel panorama
visivo di un intero Paese,
allora la valenza etica di quel che si fa
diventa ineludibile.
Giacomo Callo è l’art director per la grafica di Mondadori Libri.
Diecimila copertine in dieci anni.
Fra le cose che mi piacciono tanto,
per pulizia, nitore e intelligenza,
il ridisegno degli Scrittori moderni, una sezione de
Gli Oscar.
Quello che tira la mia ammirazione del lavoro di Callo
è che è capace di fare cose super raffinate e toccare
lo sguardo di chi è aduso a guardar grafica editoriale
e insieme a far copertine di robaccia da autogrill,
è capace di emergere e sparire
mai abdicando al rispetto per chi quelle copertine
se le troverà davanti.
C’è nel lavoro di Callo un tenere in conto visibile e
certo
dell’intelligenza di chi compra.
Il suo è un lavoro mai occulto, sempre manifesto,
ma discreto, sottile, in levare.
Se a poco servono i saloni del Libro a questo possono servire:
che vai in uno stand e vedi il lavoro di chi cura la grafica di quel marchio.
Questo è evidente nei piccoli stand, più difficile negli stand giganteschi.
Se andate a Maggio -mii’ siamo già in tempo di Salone-
al salone di Torino,
entrate nello standone di Mondadori e guardate.
Bisogna che tacciate nella vostra mente il chiasso insopportabile
che c’è,
che tacciate il tanfo di cibo degli stand più frequentati
e che proviate a guardare, con calma.
Così vedrete il lavoro prezioso di Callo.
Certe sue cose naturalmente non mi sono piaciute
-per esempio la nuova nuova SIS-
e su FN il suo nome ricorre tante volte
(potete leggerne qui, alla voce Giacomo Callo.).
ma questa cartolina altro illustra,
un’attività nascosta e casalinga,
divertente e romantica,
guardate qua.

P.S.
C’è stata anche una mostra sul lavoro di Callo
che io aimé non vidi. Ne parlò Frizzifrizzi.
P.P.S
Il video è stato pubblicato su Blinking City

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