Non starò a raccontarvi delle storie

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FUORISEDE, di Mariolina Bertini. 7: MR. GWYN, di Alessandro Baricco

Mr. Gwyn, di Alessandro Baricco

Fuorisede, di Mariolina Bertini

7: Legami imprevedibili. Bertola, Baricco, Chesterton e Perec

con un ritratto di copertina di Paola Monasterolo

monasterolo baricco  7

Dovendo scegliere il libro che mi terrà compagnia in una delle mie lunghe serate di fuorisede, è difficile che io mi avventuri, alla Feltrinelli, al di là dello scaffale che ospita i polizieschi.

Già quello scaffale lì è un mondo. È così vario, così allettante, che prima che io abbia finito di esplorarlo, in genere, son già passate le otto; “si spengono le luci”, come in quel  vecchio tango di Celentano, e mi ritrovo  sul marciapiede, con in mano la riedizione, pescata a caso, di qualche oscuro giallista californiano degli anni ’50 di cui il risvolto di copertina dice (di solito a torto) meraviglie.

C’è voluto un consiglio di lettura di Stefania Bertola, su “Tuttolibri”, per dirottarmi, l’ultima volta, dallo scaffale dei miei amati giallini alla pila delle copertine color crema di Mr. Gwyn, romanzo secondo lei dickensiano.

In quest’età, che Balzac ha definito “l’età del dubbio” e Stendhal “l’età del sospetto”, io dubito e sospetto effettivamente di tutto, ma non di Stefania Bertola. Sulle altre scrittrici italiane di chick-lit, Stefania Bertola spicca come il brutto anatraccolo, dopo esser diventato un maestoso cigno, doveva spiccare sui miserandi palmipedi della sua stessa covata.

Se con l’ala candida fa cenno verso Mr. Gwyn, nessuna ammiratrice di Aspirapolvere di stelle potrà resistere al suo suggerimento, non più di quanto i topi di Hämmelin potessero resistere alla musica del pifferaio.  

La storia non dice se i topi di Hämmelin ebbero il tempo di pentirsi della loro sconsiderata acquiescenza; io certo non mi sono pentita di aver letto Mr. Gwyn e anzi, arrivata alla fine, ho rivolto un grato pensiero a Stefania Bertola e l’ho quasi perdonata per quel suo prossimo romanzo che si fa desiderare davvero troppo a lungo. 

Perché Mr. Gwyn mi ha aiutato a capire una cosa su due scrittori che mi stanno particolarmente a cuore, e che mi ha fatto piacere riincontrare tra le sue pagine: Chesterton e Perec.

La presenza di Chesterton, in Mr. Gwyn, è discreta ma esplicita. Ci viene infatti detto, proprio all’inizio, che il Mr. Gwyn del titolo ha scritto tre romanzi, due racconti e “un saggetto su Chesterton”. Dei contenuti di questo suo saggetto non sapremo mai nulla, ma il nome di Chesterton, lì a pagina dieci, è come un vecchio lampione dei primi dell’altro secolo, che getti la sua luce calda su tutta la storia. 

Perché uno dei più affascinanti capolavori di Chesterton è Il Club dei mestieri stravaganti: una successione di esilaranti polizieschi ognuno dei quali finisce in una bolla di sapone, perché i presunti criminali (i cui comportamenti si riveleranno tutt’altro che delittuosi) sono in realtà i membri di una misteriosa associazione segreta, della quale può far parte solo chi abbia inventato il mestiere con il quale si guadagna la vita. 

Ora, l’intreccio di Mr. Gwyn, al quale mi limiterò ad accennare per non rovinarvi il piacere della lettura, è  incentrato non su uno, ma su due mestieri  stravaganti: quello del copista (copista non di testi, ma di esseri umani) al quale vuole riconvertirsi Mr. Gwyn, e quello del fabbricante a mano di lampadine, praticato da uno scorbutico, vecchio artigiano di Camden Town che Gwyn coinvolge nella messa a punto della strumentazione necessaria al suo progetto. 

Il nuovo mestiere di Mr. Gwyn è un’inedita variante della sua vecchia professione di narratore di storie. Ma la cornice di questa variante richiede una specialissima illuminazione: è qui che entra in gioco il fabbricante a mano di lampadine, senza il quale i ritratti fatti di parole del copista Mr. Gwyn non possono, è il caso di dirlo, “vedere la luce”.  Intrecciati l’uno all’altro, il mestiere che Mr. Gwyn vuole inventare,e quello che il vecchietto pratica da una vita, ci raccontano la coesistenza, in ogni forma d’arte, dell’innovazione e della tradizione, dell’antico e del nuovo, del passato e del futuro.

Non che ci siano elucubrazioni estetiche in Mr. Gwyn, per carità: i problemi dell’arte e della raffigurazione sono presenti, certo, ma come quelli della Nouvelle Cuisine erano presenti in Ratatouille, che raccontava senza pedanteria le avventure di un topino destinato a diventare un geniale chef.  

Somigliano davvero a un cartone animato, o a un fumetto, i personaggi di Mr. Gwyn. Mentre leggevo, me li vedevo disegnati da Saul Steinberg, un po’ spigolosi, sommari, simpatici. E siccome da un disegno di Steinberg è nato il progetto della Vita Istruzioni per l’uso di Georges Perec, per associazione di idee, sempre mentre leggevo, mi è balzata agli occhi l’allusione a Perec nascosta dentro il romanzo,  molto più implicita delle allusioni perecchiane presenti in Oceano mare.

Mr. Gwyn progetta ritratti che saranno, in realtà, storie. Ora, è proprio quello che fa, con altri mezzi, nella Vita Istruzioni per l’uso, il pittore Hutting. Si crea un complicatissimo codice cifrato; rielabora in quel codice il nome e le caratteristiche della persona che gli fa da modello; dal risultato, infine, deduce quel che sarà il contenuto del suo ritratto, che racconterà la storia del modello nel modo più bizzarramente metaforico.  Ma bizzarramente metaforica è anche la poetica di Hutting, che allude al gusto di Perec per le contraintes, così come la poetica di Mr. Gwyn allude a quella tutta artigianale di Baricco.

Non avevo mai pensato, prima di incontrarli nella Londra di Mr. Gwyn, a quel che accomuna Chesterton e Perec, così lontani nella cultura e nell’ideologia: è la strenua difesa del carattere ludico del racconto, l’amore per il suo infinito  dispiegarsi, per la sua tendenza a invadere l’universo intero e a sovvertirlo gioiosamente. 

Sono i numi tutelari di Mr. Gwyn, Chesterton e Perec, e Mr. Gwyn deve loro molto del suo fascino; molto della visibile  felicità con la quale è stato scritto e molto della felicità, più sommessa, con la quale lo leggiamo.

  

Fuorisede, di Mariolina Bertini

7: Legami imprevedibili. Bertola, Baricco, Chesterton e Perec


con un ritratto di copertina di Paola Monasterolo

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Alessandro Baricco / Mr. Gwyn / 160 p. ; 14 €, cartaceo | 9,99 €,  PDF con Adobe DRM / Feltrinelli, Milano 2011

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