Non starò a raccontarvi delle storie

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81 -figurine

Summer Love, 81 -figurine

FN_Summer_love_2Diciottesima pagina dell’album.

La pagina segna un cambiamento forte in quello che sembrava un programma iconografico: è una pagina affollata di fotografie: undici; la disposizione sembra seguire l’unica esigenza di far stare più immagini possibile sul foglio -altre pagine precedenti erano così affollate, ma l’ordine compositivo era, anche se semplificato al massimo, sempre ricercato.

L’abbandono di un gusto forse un po’ vezzoso di disporre le fotografie, che sembrava rimandare ai rotocalchi o alle vetrate delle cattedrali era in atto già da qualche pagina, dove si avvertiva come una minore urgenza, un’intenzione programmatica meno forte, come se all’album Milo e André attribuissero meno importanza, fosse sentito come meno necessario.

Nelle pagine precedenti venivano composti dei diorami, che sembrava volessero testimoniare, e consegnare al tempo futuro, dell’esistenza, della felicità, della coppia; spesso ogni pagina era dedicata a un’unità, di tempo, di spazio e le figure di André e di Milo consegnate a una dimensione anti-quotidiana.

In questa pagina vengono raggruppate fotografie scattate in cinque località diverse: Nüremberg, Bohan, Cologne, Blankberg, Eitonf.

In nessuna fotografia André e Milo compaiono insieme; anche questa non è ormai una novità dell’album: dopo una serie di autoscatti che ritraevano entrambi, in pose che sembravano studiate e provate a lungo, sono diventate via via più frequenti le fotografie scattate reciprocamente, spesso André a Milo, a volte Milo a André.

L’ultimo autoscatto che li vede entrambi nell’inquadratura è del settembre del 1953 -qui siamo in marzo del 1954-, durante un camping a Dave. Qui però il tema del ritratto dell’altro viene svolto in modo diverso confronto al passato.

Milo e André sono delle figurine poggiate su degli sfondi. Gli sfondi stessi, in passato resi fondali per una rappresentazione, non sono più scelti con cura, resi campiture di pieni e vuoti per far risaltare la figura ritratta, no, c’è qui come una distrazione, quasi una trascuratezza. Quasi mai al centro della fotografia, Milo e André sono in posa, ma con l’unico fine -viene da pensare- di non far venire mossa la fotografia.

In due fotografie, una a Nüremberg e l’altra a Cologne, Milo è nella stessa identica posa, sorridente, in attesa dello scatto per poi andare. Certo, è l’estate e la nudità dei corpi che hanno sempre dato occasione a André e Milo di traferire nell’album l’immagine della loro gioia, della libertà dei corpi che sembra essere libertà esistenziale, umorale; qui sono avvolti in pesanti cappotti, in giacche formali, ma qualcosa sembra cambiato irrimediabilmente.

La sorpresa, lo stupore e l’incertezza di fronte alla felicità che ritraevano, qui sembrano scomparsi, per fare posto a una calma e quieta esistenza; il mondo compare di nuovo, dopo la fotografia precedente, alle loro spalle, ci sono automobili, persone, vita, ma André e Milo sembrano figurine ritagliabili, che si possono disporre a piacere, forse, ecco, ora sanno di poter essere, André e Milo, ovunque.

Siamo una coppia. -Ora lo sappiamo.

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