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FAI BEI SOGNI, di Massimo Gramellini / AVVERTENZE, di Caterina da Padova / 11


Fai bei sogni. Massimo Gramellini, Longanesi 2012

Avvertenze, di Caterina da Padova, 11

Illustrazione per "Avvertenze", di Caterina di Padova (Liz Taylor in The Taming of the Shrew, 1967)

Una vestaglia piegata sul letto

Fenomeno Gramellini? Caso Gramellini? Come Re Mida, il giornalista dal ghigno satanico, trasforma in oro tutto ciò che tocca, che siano le storie altrui o la sua, di vita.

Al momento ben due suoi titoli scalano le classifiche, il “classico” sulla posta del cuore tenuta per tanti anni su “Specchio” , e il nuovissimo autobiografico romanzo dedicato alla madre.

Massimo Gramellini non aveva bisogno dell’imprimatur di Fabio Fazio per conquistare prima il pubblico femminile (alla ricerca di sentenze definitive sull’arroganza del sesso forte) e poi quello maschile (nostalgici del grande Toro, malinconico gregge di ultraquarentenni che in lui ritrovano la celebre sfiga che li ha perseguitati tutti fin da quando erano piccoli).

Ma certo le settimanali apparizioni a “Che tempo che fa” lo hanno consolidato come la voce più autorevole in fatto di sentimenti dichiarati con passo controcorrente ad oltranza, tanto amato dagli spettatori. Quel passo che ti strizza l’occhio facendoti sentire, almeno per un breve momento, al di sopra e al di dentro della media.

Astuto come è, vile fino in fondo, Gramellini ha saputo sfruttare la grazia ricevuta dal cielo per scalare la letteratura, per tentare la strada del romanzo, sua vera ambizione da quando cominciò, oscuro cronista, a occuparsi anche di portare il caffè al direttore de “La Stampa” di allora. Fino a qui, in fondo, niente da eccepire.

Ma lo scandalo nasce quando scopriamo che il suo Fai bei sogni altro non è che la squallida rivelazione del segreto della morte di sua madre. Una povera donna, malata terminale di cancro la quale, non potendo reggere l’idea di sottoporsi alla chemioterapia, si suicida gettandosi dalla finestra.

Al figlio di soli otto anni la verità è taciuta. Dopo una lotta impari, una crescita difficile sempre in conflitto con le sue stesse emozioni, infiniti tentativi di tacitare il “mostro” dentro di lui, un Belfagor a tratti silente che consente al ragazzo di apparire quasi normale, ormai adulto scopre che l’amatissima madre non era stata stroncata da un infarto dopo avere rimboccato le coperte al suo bambino –da notare il ricorrere dell’immagine della vestaglia piegata al bordo del letto– ma, come un disertore, ella aveva preferito la morte piuttosto che sperare nella vita e nelle cure.

Tutto questo portato di tragedia è come sbattuto nelle ultime pagine con tanto di squallida fotocopia dell’articolo pubblicato l’indomani del suicidio dal titolo “Madre si getta dal quinto piano”.

Lo scandalo, allora, sta qui, nella assoluta mancanza di pietas di un figlio, capace di spettacolarizzare il gesto estremo della madre pur di trovare un pubblico che in lui possa identificarsi. Un figlio che non esita, dopo tante dichiarazioni d’amore, a rendere pubblica una scelta tanto privata, tanto imperscrutabile.

Non possono bastare le ragioni del denaro e neppure quelle del successo; in tale impunito, sfacciato uso del privato, deve soggiacere qualche altro elemento. Che ha a che fare con la morbosità, un malcelato gusto per il sadismo più abbietto che, per altro, è trasfuso in tutte le pagine del romanzo.

Attenzione, dunque, lettori, non lasciate che il vostro cuore si commuova davanti a questo misero orfanello dickensiano (che almeno aveva una zia, scrive Granellini), non permettete che sia l’esibizione a vincere sulla vostra intelligenza.

Qui non troverete nulla della edipica complessità che unisce Proust a Roland Barthes, qui troverete spazzatura da reality.

“Preferiamo ignorarla la verità. Per non soffrire. Perché altrimenti diventeremmo quello che abbiamo paura di essere. Completamente vivi”. Completamente disgustosi.

Avvertenze, di Caterina da Padova
11. Fai bei sogni. Massimo Gramellini, Longanesi 2012

Illustrazione per "Avvertenze", di Caterina di Padova (Liz Taylor in The Taming of the Shrew, 1967)

Fai bei sogni / Massimo Gramellini /cartaceo | 14.90 € ;  ebook (DRM Adobe (acs4) | 9.99€ , Longanesi, Milano 2012


(chi ha pagato il libro: FN, nella versione cartacea, comprato alla Libreria Trebisonda in Torino. A prezzo pieno, per far contenti chi non vuole che FN vada nelle librerie di catena. Almeno questa è vicino a casa, dice)

Le “Avvertenze” di Caterina da Padova: una serie di brevi aiuti, per uscire incolumi dal confronto con la letteratura italiana contemporanea, per aiutarci a leggere scrollandoci di dosso il rumore degli uffici stampa.
Chi è Caterina da Padova? Sappiamo che lavora per alcune delle più importanti case editrici italiane, è di carattere fiero e battagliero, e che, certo, non si fa domare.


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