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EDMUND WHITE, di Monasterolo / Boccaccini

Edmund White

Queer Portraits, di Paola Monasterolo

17: Edmund White

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Edmund White

Chi è

Edmund Valentine White III è nato settantaquattro anni fa a Cincinnati (Ohio) e, secondo John Irving, è uno dei migliori scrittori della sua generazione – la stessa di Irving. Sentì giovane che la propria vita non era destinata alla fine di von Aschenbach in Morte a Venezia o alla follia, come i diari di Nijinsky suggerivano nell’edizione epurata. Volle allora raccontare la verità del proprio desiderio, quello che non trovava narrato in nessun romanzo.
La sua letteratura divenne testimonianza. New York, Roma, Parigi, la vita e l’amore prima e dopo l’AIDS, l’amicizia e la solitudine. Il sentirsi parte di qualcosa e stranieri a tutto. Leggere White non ci procura solo il piacere della bella prosa. Raccontando la propria scelta morale di essere se stesso, ci rende migliori.

[Federico Boccaccini]

Che c’è di Edmund White in Italia?

[Trascrivo qui un passaggio dal post Edmund White. Un giovane americano che ho scritto per “Material Book”, blog a cura mia, di Christel Martinod e Cristina Balbiano D’Aramengo per Doppiozero: “(…) Nel 1990, otto anni dopo l’uscita negli Stati Uniti, Einaudi pubblica la versione di Sandro Melani di A Boy’s Own Story, col titolo Un giovane americano; un Supercorallo elegante nella sua superscontata illustrazione di copertina: un particolare di Portrait of an artist (Pool with two figures, 1972), di David Hockney. (…) Un giovane americano dovette avere successo, se due anni dopo, sempre nei Supercoralli, l’Einaudi pubblicava la versione di Sandro Melani di The Beautiful Room Is Empty, del 1988, col titolo E la bella stanza è vuota. Poi l’Einaudi se ne stanca e smette di pubblicarlo, i titoli spariscono dal catalogo. Poi una casa editrice piccola, graficamente dimenticabile, un po’ pasticciona, Zoe, traduce, nel 1999, States of desire (Stati del desiderio. Guida alle città e agli uomini americani), la versione è di Andrea Fossati; Zoe è stata il primo esempio di casa editrice con ambizioni non di nicchia clandestina che in Italia si propose di rendere disponibili al pubblico italiano testi gay. Durò un poco, poi morì. (…) poi Baldini & Castoldi riprese i titoli einaudiani con poca eco e infine, per fortuna, Playground decise di diventare “l’editore italiano di Edmund White” e ricominciò da capo, facendo ritradurre ciò che era tradotto e tradurre quel che ancora manca; il programma prosegue e felicemente, con copertine perfette di Federico Borghi (sette titoli fra il 2007 e il 2013) e si spera continui ancora, ora che Playground è un marchio Fandango. Con decenni di ritardo l’Italia può leggere White come merita. (…)”.]

[FN]

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Edmund White

Queer Portraits, di Paola Monasterolo

16: Edmund White

-feat. Federico Boccaccini

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