Non starò a raccontarvi delle storie

Menu

Fëdor Dostoevskij, Le notti bianche

Scheda bibliografica
Fëdor Dostoevskij, Le notti bianche, Einaudi, Torino, 1986. – XIV-71 pp.
19,5×11,5 cm. – (Centopagine; 3); 2 ed.
Traduzione di Vittoria de Gavardo
Brossura
Al colophon: 1 ed. nella Universale Einaudi, 1957; 1 ed. nei Centopagine, 1971
Alla carta di guardia anteriore: Centopagine / Collezione di narratori / diretta da Italo Calvino
Al dorso: numero d’ordine, logo della casa editrice, autore, titolo
Responsabilità grafica non indicata [Bruno Munari]
Stampa: non indicata [1986]
Stampatore: Officine Fotolitografiche s.p.a, Casarile, Milano
© 1957 Giulio Einaudi editore S.p.A.
Per la nota introduttiva © 1971 Giulio Einaudi editore s.p.a., Torino
Titolo originale: Belye noči
prezzo: 8000L

Opera giovanile di Fëdor Dostoevskij, Le notti bianche fu pubblicato in Russia per la prima volta nel 1848, sul numero 12 della rivista “Otečestvennye zapiski” (Annali patri), con il doppio sottotitolo Romanzo sentimentale. Dai ricordi di un sognatore e la dedica allo scrittore e compagno Aleksej Pleščeev.

Nel 1859, tornato dall’esilio in Siberia, l’autore apportò delle modifiche al testo in vista di una nuova pubblicazione: eliminò alcune frasi significativamente mutate nei contenuti dopo l’esperienza della deportazione, oltre che la dedica a Pleščeev e aggiunse il brano che indica i personaggi storici e letterari amati dal “sognatore” protagonista del romanzo.

In Italia il racconto arrivò circa sessant’anni dopo la versione del ‘59, nel 1920, grazie alla casa editrice M. Carrara & C. di Luigi Bellini, con una traduzione a cura dello stesso editore Bellini riveduta dallo scrittore Russo Ossip Felyne. Seguirono sempre negli anni venti le edizioni Barion di Sesto San Giovanni del 1924 e Sonzogno del 1927, quest’ultima con traduzione dal francese di C. E. Aroldi; due, ancora, le edizioni del 1929, quella della casa torinese Slavia, con una versione integrale dal russo e note a cura di Leone Savoj e dell’editore milanese G. Morreale, per la traduzione di Giovanni Bach.

Nel 1930, la Bietti di Milano, che inizierà proprio in quegli anni a pubblicare opere di Dostoevskij quali Il sosia o Il giocatore, propone il romanzo con la traduzione dal russo di Leo Gastovinski, in un volume che include l’opera incompiuta Netočka Nezvanova (Il romanzo di un’orfana), mentre nel 1933 Le notti bianche compare assieme a Il giocatore nelle edizioni Baldini & Castoldi.

Tre, le traduzioni alla fine degli anni cinquanta: quella di Rinaldo Kufferle, nell’edizione del 1956 pubblicata dalla Utet di Torino, di Vittoria de Gavardo per Einaudi, uscita nell’edizione del 1957 all’interno della collana Universale Einaudi Nuova serie (3 ed. nel 1960) e quella a cura di Giovanni Faccioli per la casa editrice Rizzoli, che pubblica il romanzo sempre nel 1957 in un volume che riunisce anche le opere Cuor debole e Piccolo eroe. Nel 1962, Le notti bianche è inserito nell’opera in volumi “Racconti e romanzi brevi” di Dostoevskij della Sansoni di Firenze.

Tra gli anni settanta e ottanta, Einaudi riprende la traduzione del ’57 di de Gavardo per le edizioni del 1971 nella collana “Centopagine” e del 1988 ne “Gli Struzzi”. Nel 1984, già fusa con i marchi editoriali Sonzogno, Bompiani ed Etas Kompass, anche la casa editrice Fabbri inserisce in catalogo Le notti bianche, con una pubblicazione a cura di Elsa Mastrocicco.

Nel 1990, la Rusconi di Milano pubblica un’edizione dell’opera a cura di Eva Amendola Kuhn. Nel 1993 la Mondadori inserisce Le notti come 243esimo titolo della collana “Oscar classici”, con una traduzione a cura di Giovanna Spendel e uno scritto di André Gide, mentre Rizzoli, l’anno successivo, ripropone in edizione Bur, con testo originale a fronte, la traduzione di Giovanni Faccioli (9 ed. nel 2006 e 11 ed. nel 2009). Nel 1995, le edizioni Vallardi propongono la traduzione dal russo di Luigi Vittorio Nadai, ma ancora più interessante è la pubblicazione nel 1996 delle edizioni scolastiche Bruno Mondadori, dove l’opera di Dostoevskij, inserita nella collana “Gli Specchi”, compare abbinata al racconto La tempesta di Alberto Moravia. Sempre nel 1996, Einaudi propone nella collana “Einaudi tascabili” una nuova traduzione del racconto russo, con testo originale a fronte, a cura di Giulia Gigante (12 ed. nel 2014). Nel 1998, ritroviamo ancora Le notti bianche assieme a Delitto e castigo e Il giocatore nell’edizione Newton Compton, con prefazione e traduzione di Luisa De Nardis et alii.

Nel 2009, Le notti compare a Firenze nella collana “I classici illustrati” delle edizioni Barbes in un’edizione illustrata da Roberto Mastai e la traduzione di Alberto Schiavone, mentre nello stesso anno la casa editrice Mursia propone nel suo catalogo la traduzione mondadoriana di Giovanna Spendel, la stessa che verrà utilizzata tre anni dopo, nel 2012, dalle edizioni San Paolo. Nel 2010, la Baldini & Castoldi propone una sua edizione tascabile de Le notti con la traduzione di Federico Pizzi. Infine, nel 2014 Garzanti pubblica una nuova traduzione di Luigi Vittorio Nadai, inserendo il racconto all’interno della collana “I grandi libri”. Le notti bianche è ancora oggi stampata oltre che nelle edizioni Rizzoli, Mondadori e San Paolo, anche come volume della collana “Universale Economica” Feltrinelli con titolo Le notti bianche. La cronaca di Pietroburgo, a cura di Serena Prina (1ed. 2015).

centopagine_notti_bianche_1

centopagine_notti_bianche_2

 

Testi: Marta Occhipinti

Immagini: Andrea Vendetti e Federico Novaro

 

 

Centopagine Einaudi, gli ultimi post.
FN, tutti gli ultimi post