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Del come e del perché GEORGE R. R. MARTIN è un plagiatore, di Natalia Gildi

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(FN non sa niente di fantasy e perciò mai se n’è occupato, ma quando Natalia Gildi gli ha mandato l’articolo che potete leggere qui sotto s’è detto: oibò! È un piccolo spiraglio, ma ci racconta come ci sia un mondo editoriale del quale critici e osservatori poco si occupano, sempre pronti a censurare le virgole degli autori comme il faut e dimentichi di innumerevoli testi che vanno in mano spesso a primi lettori e lettrici. Insomma: questo è un primo inizio, FN spera tanto che Gildi ci racconti presto altre cose. Intanto le dà il benvenuto. Molte lettrici e lettori di FN inferiranno la giovane età di Gildi dal considerare dimenticata Marion Zimmer Bradley, che, autrice della saga di Avalon, fu e resta molto famosa per chi sia nato prima degli anni ’80. Ma, accidenti, il tempo passa e questa è una buona testimonianza di come cose che si credono presenti siano in realtà passate. Grazie a Gildi per ricordarcelo.)

 

Del come e del perché George R. R. Martin è un plagiatore, di Natalia Gildi

George Raymond Richard Martin è noto in tutto il mondo grazie alla saga fantasy non ancora conclusa di Game Of Thrones, in italiano Il Trono di Spade: ambientati negli immaginari Sette Regni, i suoi libri si concentrano perlopiù sugli intrighi di corte (e non), le faide presenti tra le maggiori famiglie dei Regni e sui partecipanti al Gioco del Trono. Ovvero: dopo la morte del compianto re Robert Baratheon, chi siederà al suo posto?

Ho letto tutti i romanzi della saga in pochissimo tempo, adorandoli, sennonché poco tempo dopo aver finito La Danza dei Draghi, ultimo romanzo finora pubblicato, mi è capitato sotto mano La Donna del Falco, prima edizione americana 1982 (quattordici anni prima de Il Trono di Spade), edito in Italia da TEA, scritto da un’autrice di fantasy-fantascienza morta da una quindicina d’anni e ormai purtroppo quasi dimenticata: Marion Zimmer Bradley.
Eppure un tempo doveva essere piuttosto famosa, visto che i suoi libri (per quanto molti di loro affrontino – con tono leggero, chiaramente, si tratta pur sempre di romanzi per ragazzi – tematiche piuttosto delicate, specialmente l’omofobia) sono stati tutti pubblicati in Italia tra gli anni ‘80 e ’90.

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L’autrice stessa fra l’altro – si è scoperto dopo la sua morte – era omosessuale e pubblicò, in giovane età e sotto pseudonimo, racconti e romanzi autobiografici, ormai introvabili, in cui narrava di relazioni da lei avute con alcune donne.
In La Donna del Falco, dicevo, si riscontrano numerosi elementi simili, se non identici, a quelli che appaiono nei libri di Martin.

La protagonista del romanzo è Romilda, una ragazza del pianeta immaginario chiamato Darkover, che ha ereditato dal padre il Potere. Esistono su Darkover diversi tipi di Potere, che cambiano a seconda della famiglia – ma questo è irrilevante: la cosa importante è che il potere di Romilda è diventare un tutt’uno con la mente degli animali. Quando ciò accade, lei perde momentaneamente conoscenza. Ora, chi conosce le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco saprà che i metamorfi come gli appartenenti alla famiglia degli Stark si comportano esattamente allo stesso modo.

Romilda ha tre fratelli e una sorella. Uno dei fratelli studia in un monastero tra i ghiacci (molti a Darkover sono Cristiani, chi non lo è prega il Signore della Luce; nei Sette Regni alcuni venerano R’hllor, Signore della Luce. Un caso?)  sulle montagne al confine delle Sette Nazioni di Darkover (Sette Nazioni come Sette Regni?), i cui monaci giurano di “non prendere mai parte alle contese degli uomini”. Il confine ultimo dei Sette Regni è delimitato da una enorme Barriera di ghiaccio e pietra, sulla quale vegliano i Guardiani della Notte. Indovinate un po’ cosa bisogna – fra le altre cose – giurare per poter entrare a far parte di questa confraternita?

Il suddetto fratello di Romilda, Darren, un bel giorno torna a casa dal monastero portando con se un amico. Il nome di questo amico? Alderic Castamir. E chi potrebbe mai dimenticare il lord di Castamere, colui che in Game Of Thrones osò opporsi a Tywin Lannister?
“And so he spoke, and so he spoke,that lord of Castamere,but now the rain sweep over his hall,with no one there to hear.”
[“E così parlò, e così parlò, quel lord di Castamere, ma ora la pioggia piange sul suo salone, con nessuno lì ad ascoltarla”, versi finali di The Rains Of Castamere, cantata dai The National per la serie televisiva de Il Trono di Spade]

Romilda scappa di casa e segue in guerra un sovrano spodestato, occupandosi dei suoi uccelli-spia nel corso delle battaglie. Battaglie che si rivelano tragiche non tanto per l’abilità bellica dei nemici quanto per l’utilizzo da parte loro della pece stregata, una sostanza infiammabile impossibile da spegnere, che brucia fino all’osso cose e persone e viene alimentata persino dall’acqua. Il chiaro rimando è all’Altofuoco creato dai piromanti di Martin, anche se è possibile che in questo caso entrambi gli autori abbiano preso spunto dal fuoco greco usato dai Bizantini per bruciare le navi nemiche nel corso delle battaglie.

Durante una battaglia il migliore amico del re, Orain, viene catturato dall’esercito nemico, che si barrica in una città lasciando che il re la assedi. Ogni giorno al sovrano giunge, tramite un messaggero, un “pezzo” di Orain: un dito, un orecchio…
Ramsay Bolton, in Game Of Thrones esegue la medesima operazione con Reek, alias Theon Greyjoy, spedendo un pezzo della pelle del suddetto ad ogni suo familiare.
Romilda, calmando i cani di guardia grazie al suo Potere, riesce a penetrare nella città addormentata, sfilando Orain sotto il naso dei suoi torturatori. Nei Sette Regni durante la battaglia di Duskendale, nel corso della notte Ser Barristan Selmy porta di nascosto in salvo Aerys il Folle, prigioniero del lord della cittadina, riportandolo vivo e vegeto all’esercito reale, che tiene sotto assedio Duskendale.

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In conclusione, uno dei più celebri scrittori fantasy degli anni 2000 è riuscito a infilare in dodici libri (mi riferisco ovviamente all’edizione italiana) un intero romanzo di un’autrice semi-sconosciuta, peraltro morta. Vedete da voi che sono un po’ troppi gli elementi che coincidono perché si tratti semplicemente di un caso…

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