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29: DANIELE GORRET / Sopra campagne e acque

 

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Daniele Gorret, SOPRA CAMPAGNE E ACQUE. Guanda 1984. Prosa contemporanea 29.

Daniele Gorret, Sopra campagne e acque, Guanda, Milano 1984. 80 pp.; 20 cm x 12 cm; (Prosa contemporanea 29)

Brossura con bandelle

Alla copertina: Egon Schiele, II mulino, 1916 (particolare).

Stampa: novembre 1983

Stampatore: Edigraf s.n.c. S. Giuliano Milanese

© 1984 Ugo Guanda Editore S.p.A, via Daniele Manin 13, Milano

Lire: 11.000

Copia in ottimo stato.

[M. M.]

 

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Alla bandella di copertina:

In apparenza questo romanzo d’esordio di Daniele Gorret, che già conosciamo come traduttore esemplare di Céline, sembra recuperare la forma del genere epistolare, dove intrigo e ragione hanno celebrato i loro fasti due secoli fa. In realtà le diciannove lettere che compongono il testo (i cui destinatari, mutuati dall’epistolario leopardiano, vanno intesi soprattutto come segnali del “paesaggio” letterario-esistenziale al quale l’autore si rifà) sono la scansione di un monologo frammentato che il protagonista, senza nome né precisa identità, recita di fronte a una platea potenziale e ancora sconosciuta – che non è azzardato individuare nei lettori stessi del libro. Ed è appunto per un tentativo di diversa comunicazione con essi che questa scrittura concitata e lirica, austera e comica, combina con implacabile lucidità e passione illuminazioni di memoria e adesione corporea alle cose, mostri della mente e tenerezza «creaturale». A questa materia fanno da contrappunto episodi di vita militare dove furore e pietà si alternano nella rappresentazione di un mondo tanto separato dal reale quanto regolato da leggi proprie. Non a caso Gorret fa agire e scrivere il suo personaggio in un luogo dove la vita quotidiana sembra come sospesa: la caserma, al pari di un’isola, diventa qui il luogo simbolico della separatezza, dal quale il narratore manda i propri messaggi nella bottiglia, alla ricerca di compagni di strada per nuovi rapporti tra uomini, animali, cose. Che poi la fine del romanzo prospetti lo scacco del protagonista non sottrae forza al suo urlo d’amore: lo scacco di questo come di altri eroi letterari mostra in modo esemplare l’impossibilità, al presente, di una qualunque utopia, a cui la letteratura non cessa tuttavia di rimandare e di alludere nelle sue invenzioni di mondi totalmente «altri» da quello esistente.

 

 

 

Alla bandella della quarta di copertina:

Daniele Gorret vive in Valle d’Aosta dove è nato nel 1951. Ha tradotto testi di Celine, Pinget ed altri. Un suo racconto è stato pubblicato sulla rivista di narrativa “Linea d’ombra”.

 

 

 

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