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Joseph Conrad, La linea d’ombra

Joseph Conrad, La linea d’ombra, Einaudi, Torino, 1971. -VIII-142 p. ;
19,5×11,5 cm. – (Centopagine, 7); 1 ed.
Traduzione di Maria Jesi
Nota introduttiva di Cesare Pavese
Brossura
Alla carta di guardia anteriore: Centopagine / Collezione di grandi narratori / diretta da Italo Calvino
Alla carta di guardia posteriore: Nome della collana e titoli pubblicati
Alla copertina si indica: autore, titolo, nome della collana, numero d’ordine, nome dell’editore
Al dorso: numero d’ordine, logo della casa editrice, autore, titolo
Responsabilità grafica non indicata [Bruno Munari]
Stampa: 27 novembre 1971
Stampatore: Officine Fotolitografiche s.p.a, Casarile, Milano
© 1947 Giulio Einaudi editore S.p.A.
Titolo originale: The Shadow Line

Il racconto marittimo di Joseph Conrad, La linea d’ombra fu pubblicato per la prima volta nel 1917 dalla Joseph Malaby Dent Editore, ma uscì in Italia solo dodici anni dopo, nel 1929 per la casa editrice Bietti di Milano con la traduzione di Mario Benzi. La prima edizione Bietti uscì all’interno della collana “Biblioteca novissima”, mentre nel 1931 il testo, nella stessa traduzione di Benzi, si ritrova all’interno della collana “Reclame” come 55esimo titolo.

Nel 1947 il racconto breve sulle avventure del marinaio conradiano nei mari orientali è edito da Einaudi per la traduzione di Maria Jesi e l’introduzione di Cesare Pavese, pubblicato all’interno della collana “Narratori stranieri tradotti”. La stessa edizione verrà riproposta dalla casa di via Biancamano nel 1960, nella collana “Universale Einaudi”, nel 1971 come settimo titolo della collana “Centopagine” (3 edizione nel 1984) e nel 1989 nella collana “Gli Struzzi”.

Negli anni sessanta, il testo si ritrova nell’edizione Bompiani del 1963, con il titolo La linea d’ombra. Entro le maree e Mursia del 1969, all’interno di una miscellanea di opere conradiane, illustrate da Luciano Francesconi e la traduzione di Ugo Mursia e Renato Prinzhofer. Quest’ultima traduzione del testo verrà riproposta da Garzanti nel 1978, all’interno della collana “I grandi libri Garzanti”, insieme ai racconti Al limite estremo e Cuore di tenebra (2 edizione nel 1982, 4 edizione, 1988, con introduzione di Enzo Siciliano). Due anni prima, nel 1976, Einaudi ripropone la versione tradotta da di Maria Jesi nella collana “Einaudi biblioteca giovani”.

Nel 1980, il testo viene pubblicato ne “I tascabili Bompiani” con traduzione a cura di Francesco Arcangeli e Gabriella Festi (2 edizione nel 1985, 3 edizione, 1987). Mentre Bompiani si appresta a stampare la quarta edizione dell’opera nella collana tascabili, nel 1989, La linea d’ombra viene pubblicata da Mondadori nella collana “I libri del punto esclamativo”, ma anche dall’editore Nuages di Milano con le illustrazioni di Flavio Costantini e ancora da Mursia con traduzione di Renato Prinzhofer e presentazione di Mario Curreli.

Gli anni novanta sono inaugurati, nel 1991, dalla nuova edizione Garzanti con introduzione di Francesco Binni e traduzione di Luisa Saraval, all’interno della collana “I grandi libri Garzanti” (2 edizione, 1992, 4 edizione, 1995) e dalla pubblicazione Newton Compton, per una collezione di opere conradiane con introduzione di Bruno Traversetti.

Nel 1992, l’edizione “Centopagine” Einaudi viene riproposta da “I libri dell’Unità”; la casa infatti riproporrà in quell’anno dodici testi della collezione calviniana. Nel 1993, Einaudi pubblica “La linea d’ombra” in versione tascabile con traduzione e note di Flavia Marenco, a cura di Franco Marenco.

Nel 1994, Bompiani ripropone l’edizione testo nella collana “I grandi tascabili” con revisione di Mario Curreli (il testo arriverà a una quarta edizione nel 1999), mentre l’anno successivo il racconto compare nelle edizioni I Tascabili La spiga all’interno della collana “I David” per la traduzione di Giuliano Acunzoli. Nel 1997, si contano due edizioni del racconto, per la Newton Compton con traduzione di Dunja Badnjevic Orazi e per la Bruno Mondadori nella collana “Specchi” a cura di Gemma Bini, in un’edizione insieme a “La morte in banca” di Giuseppe Pontiggia.

Nel 1999, il racconto è pubblicato da Mondadori con traduzione di Gianni Celati e introduzione di Ian Watt nella collana “Oscar classici”; la stessa edizione verrà ripubblicata nel 2005 con un testo di Italo Calvino.

Tra il 2000 e il 2003, il testo viene ristampato da Bompiani, Garzanti e Mondadori. Nel 2002, compare come collaterale per la traduzione di Gianni Celati all’interno della collana “La biblioteca di Repubblica”, mentre nello stesso anno Einaudi ripropone la versione di Maria Jesi, per poi, nel 2006 ripubblicare il testo nella collana “ET” con nuova traduzione di Flavia Marenco (.

Nel 2008, Rizzoli pubblica nella collana “BUR” il testo con traduzione e note di Alessandro Ceni e ancora nel 2010 per la stessa traduzione nelle “Pillole BUR”. La versione tradotta da Ceni si ritrova nei cataloghi delle edizioni San Paolo del 2010. Nel 2011, La linea d’ombra è pubblicata da Dalai Editore per la traduzione di Carlo Parati, mentre nel 2012 la Fabbri pubblica il testo con la traduzione di Giorgio Spina e Alessandro Ceni.

Le edizioni più recenti del racconto sono quelle del 2014 per Garzanti nella versione Binni Saraval Newton Compton in edizione integrale, Feltrinelli con nuova traduzione a cura Simone Barillari e Oscar Mondadori nell’edizione “Oscar scuola” per la già nota traduzione di Gianni Celati con introduzione di Ian Watt e uno scritto di Italo Calvino.

Testi: Marta Occhipinti

Immagini: Andrea Vendetti e Federico Novaro

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