Non starò a raccontarvi delle storie

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Christopher Isherwood, bibliografia italiana, 1987 – 1990 (3 di 5)

Christopher Isherwood, terza parte della bibliografia (testi tradotti in italiano),

comprende i titoli fra il 1987 e il 1990. Nel primo post, qui, i criteri seguiti per la compilazione.

1987

23

Ottobre
prima edizione italiana

Cristopher Isherwood, Ottobre, SE 1987, alla cop.: C. I. and Don Bachardy, di David Hockney, part., (part.), 1

Christopher Isherwood
Don Bachardy (disegni di)
W.I. Scobie (un’intervista a Christopher Isherwood di)
Maria Pia Tosti Croce (trad. di)
Ottobre
1. ed. – Milano : SE. – 125 p. : [32] ill. b/n ; 22 x 12,5 cm. – (L’altra biblioteca- 15)
Stampatore : San Giuliano Milanese : Team Stampa
Brossura con risvolti
L. 18.000
Alla copertina: Christopher Isherwood and Don Bachardy, di David Hockney (particolare)
I trentadue disegni presenti, di Don Bachardy, ritraggono: Christopher Isherwood; Peggy Lloyd; Joyce Howard; Janice White; Mark Valen; Frank London; Hope Alexander; Antoinette Bower; Lon Buisch; Federicka Hunter; Peter Alexander; David Danbacher e Gene P. Martin; Curt Klebaum; Julia Alexander; Pamela Addison; Nicholas Wilder; Gore Vidal; Simon Raven; Clytie Alexander; Lynda Benglis; Rick Sandford; DiWain Valentine; Gregory Evans; David Hockney; Tony Sarver; Joan Didionne; John Gregory Dunne; William Mark Franklin; Peter Blake; Mary Steenburgen; Malcolm McDowell; Howard Hodgkin.
©SE Studio Editoriale SRL
©(per il testo) 1980 Christopher Isherwood
©(per i disegni) 1980 Don Bachardy
1987
(October, 1982)

Christopher Isherwood, Ottobre, SE 1987, p. 11 (part.)

Alla q. di copertina: “Ottobre, uscito negli Stati Uniti nel 1980, è l’ultimo libro pubblicato da Christopher Isherwood (1904-1986), il grande autore di Addio a Berlino, La violetta del Prater e di molti altri capolavori. Ottobre è dunque il diario-testamento dello scrittore inglese. Mentre il suo amico Don Bachardy disegna ritratti, Isherwood registra tutti i dettagli, i ricordi, i volti, i gesti che gli si impongono quotidianamente durante il mese di ottobre del 1979. / In questo libro lo scrittore parla della morta (quella degli altri), della vecchiaia, della pigrizia, dell’ironia e del sarcasmo, della bellezza e del desiderio, ma anche di letteratura, di arte, di santità, di religione, di teatro, di metodi di scrittura, di avversioni e predilezioni, di amicizia. Le osservazioni su Byron e su Katherine Mansfield, su Auden e David Hockney, si alternano a quelle sui terremoti, sulle nebbie del Pacifico, sul paesaggio urbano della California. / Il lettore ritroverà qui ttte le caratteristiche che hanno reso celebre isherwood: rapidità incosiva nel decrivere persone e situazioni, atteggiamento ironico nei comfronti della vita, e soprattutto leggerezza e stoicismo nell’affrontare la vecchiaia. / Ma la novità di questo diario, rispetto alle opere precedenti, sta nel suo trattare con grande schiettezza e dignità, in presa diretta e senza le mediazioni della finzione, il rapporto di straordinaria complicità che lega due uomini adulti, appunto Isherwood e Don Bachardy, in un ménage omosessuale che forse mai prima d’ora ci era stato descritto con altrettanta acutezza psicologica e distacco emotivo.”

24
La violetta del Prater

Christopher Isherwood, La violetta del Prater, Mondadori / De Agostini, 1987 (via web)

Christopher Isherwood
Giorgio Monicelli (trad. di)
La violetta del Prater
Novara : Mondadori-De Agostini. – 148 p. ; 19 cm. (I grandi bestsellers)
Brossura
1987
(Prater Violet, 1946)

[versione già comparsa presso Mondadori (“Biblioteca Moderna Mondadori”, 1948); da De Donato (1969) e di nuovo Mondadori (“Oscar Narrativa”, 1983)]

1988

25

La violetta del Prater

Christopher Isherwood, La violetta del Prater, Einaudi 1988, alla cop.: Marlene Dietrich in una fotografia di Don English, (part.), 1

Christopher Isherwood
Giorgio Monicelli (trad. di)
Giorgio Manganelli (trad. di)
La violetta del Prater
1. ed. – Torino : Einaudi. – x, 116 p. ; 22 x 14 cm. – (Supercoralli)
Stampatore : Mappano : Nuova Oflito
Rilegato tutta tela, con sovracoperta
Alla cop.: “Marlene Dietrich in una fotografia di Don English”
Alla q. di cop.: “’Isherwood è il miglior narratore di lingua inglese’.”
©1988 Giulio Einaudi editore s.p.a., Torino
“La traduzione di Giorgio Monicelli è pubblicata per gentile concessione di Arnoldo Mondadori editore”
©1984 Metheuen London Ltd
(Prater Violet, 1946)
1988
[versione già comparsa, qui è aggiunta la prefazione di Giorgio Manganelli, presso Mondadori (“Biblioteca Moderna Mondadori”, 1948); De Donato (1969); Mondadori (“Oscar Narrativa”, 1983) e Mondadori-De Agostini (“I Grandi Bestsellers”, 1987)]

Christopher Isherwood, La violetta del Prater, Einaudi 1988, p. 3 (part.)

Al risvolto della q. di cop.: “La violetta del Prater (1946), uno dei libri che hanno consacrato la fama di Isherwood, ritorna ora con una prefazione di Giorgio Manganelli, stesa appositamente per questa nuova edizione: ‘Come Wodehouse, Isherwood è un intenditore di fatuità, un esperto di sottise… Ha l’arte di tessere dal nulla una storia, il gusto mimetico delle voci, la precisione lepida e un po’ mostruosa del ventriloquo. Ma, ovviamente, Isherwood non è un umorista; è divertente, molto divertente; assolutamente spiritoso; ma in una maniera livemente perversa è affascinato dalla tragedia, affascinato –o adescato?- in modo fatuo, discontinuo e leggero… Con le sue manistilistiche incredibilmente affusolate non stringe, non maneggia, non tocca, al più sfiora, allude; si mostra costentemente distratto, dimentico, e tuttavia è attento, crudelmente, minutamente attento alle rapide apparizioni che attraversano la sua arguta distrazione’.”

1989

26

Christopher e il suo mondo: 1929-1939
prima edizione italiana

Christopher Isherwood, Christopher e il suo mondo, SE 1989, cop. (part.)

Christopher Isherwood
Giancarlo Pavanello (trad. di)
Christopher e il suo mondo: 1929-1939
1. ed. – Milano : SE. – 284 p. ; 22 x 13 cm. – (Prosa del Novecento – 19)
Stampatore: Assago : Nuovo Gruppo Grafico, aprile 1989
Brossura, con risvolti
L. 32.000
Alla cop.: Christopher Isherwood talking to Bob Holman, di David Hockney, (particolare), 1983
Alla q. di cop.: W. H. Auden, Christopher Isherwood, Stephen Spender in una fotografia b/n del 1938, di Howard Coster
©1989 SE SRL, Milano
©The Estate of Christopher Isherwood
1989
(Christopher and his Kind, 1977)

Christopher Isherwood, Christopher e il suo mondo, SE 1989, p. 11 (part.)

Al risvolto di cop.: “Christopher e il suo mondo ci svela i retroscena delle esperienze che in forma romanzesca Isherwood ha raccontato in Il signor Norris se ne va e in Addio a Berlino. E’ la narrazione dell’apprendistato di un uomo che rifiuta tutte le convinzioni, le costrizioni, e che si fida soltanto del proprio istinto. Il libro inizia nel 1929, quando Christopher arriva a Berlino dall’Inghilterra per trascorrervi una settimana, dietro insistenze del suo amico poeta W. H. Auden; vi rimmarrà invece per diversi anni. La storia è a una svolta e il destino di Isherwood si trova coinvolto, senza che egli lo voglia, nei soprassalti che agitano l’Europa. / Nel suo modo diretto e penetrante, con il suo terribile humour, egli descrive la sua formazione di individuo e di artista, tra gli amici Auden, Spender, E. M. Forster, e accanto a Jean Ross, la futura e indimenticabile Sally Bowles di Addio a Berlino. Isherwood ci racconta i suoi ricordi degli ambienti letterari, dove conobbe Virginia Woolf e Somerset Maugham; i suoi primi tentativi teatrali e cinematografici; i vagabondaggi attraverso l’Europa insieme a un giovane amico tedesco che la Gestapo finirà per arrestare; il viaggio nella Cina in guerra; e infine la partenza per l’America nel 1939. Tutto il libro, racconto picaresco inframezzato da brani di diario e da lettere, è un affascinante tentativo di decifrazione di sé attraverso gli anni, er un’arringa veemente a favore della libertà omosessuale.”

27

Il mio guru
prima edizione italiana

Christopher Isherwood, Il mio guru, Garzanti 1989, alla copertina: Christopher Isherwood in un disegno di Don Bachardy, (part.), 1

Christopher Isherwood
Marco Papi (trad. di)
Il mio guru
1. ed. – Milano : Garzanti. – 268 p. ; 22 x 14,5 cm. – (Narratori Moderni)
Stampatore : Milano : Garzanti Editore, 18 agosto 1989
Alla sovracop.: Christopher Isherwood, in un disegno (1979) di Don Bachardy
Rilegato tutta tela, con sovracoperta.
L. 28.000
©1989 Garzanti Editore, Milano
©1980 Christopher Isherwood
1989
(My guru and is disciple, 1980)

Al risvolto di cop.: “Dopo una prima, magica, visita a New York di ritorno dalla Cinan nel 1939 Isherwood e Auden sono di nuovo in America. Isherwood ha già scritto i suoi capolavori berlinesi, ma al contrario di Auden intende godere dell’anonimato offertogli dalla società americana. Da New York si trasferisce in California, tormentato da un crescente senso di vuoto interiore. E’ così che a Hollywood incontra il suo guru, swami Prabhavananda, un monaco induista che lo affascina con la sua religiosità profonda e priva di ogni senso del peccato. Nasce un rapporto destinato a durare un’intera vita. Eppure, anche quando lavora con Prabhavananda alla traduzione dei testi sacri del Veda, Isherwood non riesce, e non vuole, arrivare a spegnere il desiderio sessuale, che torna dolce e prepotente ad ogni occasione a dispetto dei tentativi di regolarlo. Isherwood non nasconde la propria natura di commediante, i dubbi sull’autenticità della sua vocazione, ma riesce a trovre nel teatro dei desideri e delle debolezze la voce franca e ironica che i suoi lettori conoscono.”

Christopher Isherwood, Il mio guru, Garzanti 1989, p. 9 (part.)

[unica edizione italiana al gennaio 2010]

1990

28

Il condor e le vacche

Christopher Isherwood, Il Condor e le vacche, SE 1990, alla cop.: Abraham Ortelius, Carta nautica del pacifico, 1589, part., (part.), 1

Christopher Isherwood
Elsa Petitti (trad. di)
Il condor e le vacche
1. ed. – Milano : SE. – 254 p.: [1] c. geogr. b/n ; 22 x 13 cm. – (Prosa del Novecento – 25)
Stampatore : Cremona : Linograf snc., febbraio 1990
Brossura, con risvolti
L. 28.000
Alla cop.: Carta nautica del Pacifico, di Abraham Ortelius, 1589
Al risvolto della q. di cop.: ritratto fotog. b/n di Humphrey Spender: Isherwood a Berlino nel 1935
©1990 SE SRL, Milano
©The estate of Christopher Isherwood
1990
(The condor and the Cows, 1949)

[versione già comparsa, arricchita da fotografie b/n selezionate da Lino Pellegrini, presso l’Istituto Geografico De Agostini, nella collana “Il Timone”, nel 1961]
[ultima edizione italiana al gennaio 2010]

Al risvolto di cop.: “Questo libro, pubblicato in inglese nel 1949, è il racconto in forma di diario del viaggio che Christopher Isherwood compì attraverso vari paesi dell’America Latina. ‘Il significato del suo titolo dovrebbe essere evidente’, scrive l’autore ‘ma forse avrei dovuto spiegare meglio che il condor è il simbolo delle Ande e delle loro repubbliche montane, mentre le vacche rappresentano le grandi pianure che producono bestiame e, più specificamente, l’Argentina –naturalmente senza offesa’. Las precisione fotografica del dettaglio e la capacità di cogliere il risvolto umoristico di situazioni e persone sono sempre stati gli attributi più caratteristici della prosa di Isherwood, e questo diario di viaggio (in Perù, Ecuador, Bolivia, Argentina) è una conferma del suo talento di stilista e narratore. ‘Non cercherò di prevenire le critiche scusandomi per le molte assurdità, imprecisioni, e per gli errori di giudizio che probabilmente si troveranno nel mio lavoro’ scrive ancora Isherwood. ‘Un diarista dovrebbe prendersi gioco de se stesso, qualche volta, Dovrebbe mirare a essere impressionista e spontaneo più che autorevole’.”

3 di 5, continua…

Qui la prima parte

Qui la seconda

Qui la recensione a Un uomo solo (Guanda 1981)

Qui alcune note a proposito de Un uomo solo (Adelphi 2009)

Bibliografie, gli ultimi post.
FN, tutti gli ultimi post