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Christopher Isherwood : bibliografia italiana, 1944 – 1968 (1 di 5)

Bibliografia di Christopher Isherwood (traduzioni italiane), 1944-1968
Inizio a postare la bibliografia di Christopher Isherwood, che sarà in cinque parti.

Christopher Isherwood, La violetta del Prater, Einaudi 1988, q. di cop., (part.)

Ho cercato di prendere in esame (come già per James Purdy, qui, Edmund White, qui, e Denton Welch,
qui) tutte le edizioni comparse in Italia, che ho diviso per anni, piuttosto che organizzarle per ordine alfabetico, perché fosse più semplice seguire un’aspetto della fortuna di Isherwood, quella editoriale, che mi pare significativo.

Christopher Isherwood è autore quasi tutto tradotto, ma, guardando come i titoli vaghino da una casa editrice all’altra, come scompaiano a volte per molto tempo, come, in un arco di tempo molto lungo (più di sessant’anni), solo in un caso si sia proceduto ad una nuova traduzione (Leoni e ombre, Mondadori, 1953, trad. di Manlio Bocci e poi Fazi, 1996, trad. di Chiara Vatteroni) è evidente la collocazione ancora laterale che in Italia gli si riserva.

Un autore nato nel 1904, universalmente ritenuto un grande del Novecento, che ha scritto alcuni dei capolavori del secolo passato, è a tutt’oggi reperibile in pochissime edizioni (sei titoli disponibili su ibs.it), o, per esempio, non è presente nei “Meridiani” Mondadori.

Può darsi che il film di Tom Ford, (Un uomo solo, tratto dal romanzo omonimo) uscito in Italia in questi giorni, riporti l’attenzione su Isherwood, e che in Italia diventi meno difficile accedere ai suoi testi. E’ un augurio.

Intanto, esistono le biblioteche.

Christopher Isherwood e Don Bachardy (via web: http://www.youtube.com/watch?v=5hb5pFoAh-U)

(i dati sono raccolti soprattutto da sbn.it, ma spesso le schede sono lacunose o presentano degli errori. Dove mi è stato possibile ho preso i dati direttamente dai libri. Talvolta ho citato parte dei risvolti. Dove mi è stato possibile ho fatto delle foto delle copertine, o, in rari casi, foto delle copertine trovate su internet. Le fotografie dei testi riproducono sempre la pagina dell’incipit.

Ho messo in evidenza quando fosse una prima edizione; per ogni titolo ho riassunto, in coda alla scheda, le precedenti edizioni; ho indicato quando fosse la più recente.

Certamente ci saranno dimenticanze, refusi, sbagli, o dati mancanti. Se ne notate, se avete delle copie che io non ho, dalle quali si possano trarre i dati che non ho trovato, se volete mandarmi delle fotografie di copertine che non ho potuto riprodurre: scrivetemi, nei commenti o via mail, così possiamo avere una bibliografia tutta giusta! Grazie.

La mia mail è sempre: federico.novaro.libri[chiocciola]gmail.com)

1944

1
Addio a Berlino
prima edizione italiana

Christopher Isherwood
Maria Martone (trad. di)
Addio a Berlino
1. ed. – Roma : Longanesi & C. – 282 p. ; 19 cm. – (La Gaja Scienza – 23)
1944
(Goodbye to Berlin, 1939)

1948

2
Ritratto di famiglia
prima edizione italiana

Christopher Isherwood
Marcella Hannau (trad. di)
Ritratto di famiglia
1. ed. – Roma : Longanesi & C. – 300 p. ; 19 cm. – (La Gaja Scienza – 89)
1948
(The memorial, 1932)

3
Il signor Norris se ne va
prima edizione italiana

Cristopher Isherwood, Il signor Norris se ne va, Mondadori 1948, (part.), 1

Christopher Isherwood
Pietro Leoni (trad. di)
Il signor Norris se ne va
1. ed. – Milano : Mondadori. – 234 p. ; 19,5 x 12 cm. – (Medusa – CCXVII)
©1948 Arnoldo Mondadori Editore, Milano
Stampatore: Officine Grafiche Veronesi, IX, 1948
Brossura
L. 450
(The Last of mr. Norris, 1935)
1948

Christopher Isherwood, Il signor Norris se ne va, Mondadori 1948, p. 7

[L’edizione inglese, edita nel medesimo anno dalla Hogart Press, era intitolata Mr. Norris Changes Trains]

Al verso di copertina: “Christopher Isherwood è nato in Inghilterra nel 1904 ed è uno dei più sottili e eleganti scrittori della nuova generazione. La sua molteplice attività di romanziere e di autore di opere teatrali riflette con particolare umorismo le più impensate esperienze dell’animo umano. In questo romanzo Il signor Norris se ne va l’autore ritrae alcuni aspetti della Berlino pre-hitleriana (il regime nazista si afferma alla fine del racconto) attraverso l’enigmatica figura del signor Norris, il protagonista, un inglese che vive di espedienti e commerci non troppo onesti. Pochi libri riflettono con eguale arte la vita e la psicologia delle varie classi della capitale tedesca alla vigilia del trionfo nazista. L’umorismo dell’autore ha un originale accento che affiora ad ogni pagina senza mai sovrapporsi alla narrazione talora cruda dei fatti: le estrose e enigmatiche avventure del signor Norris, dei suoi amici e delle sue amiche, sono dipinte con ironia e sensibilità, senza mai cadere nel sentimentalismo. Christopher Isherwood che narra in prima persona, si presenta come un essere trascurato, un po’ estraneo ala vita, alle sue passioni, ai suoi drammi, incline ad ascoltare con garbata bonomia le sollecitazioni dei giorni e delle ore, attento a tutto ciò che gli propongono i casi dell’esistenza. Ma queste divagazioni piacevoli celano un’intelligenza estremamente viva dei segreti umani, una generosa simpatia e una profonda comprensione delle cose.”

4
La violetta del Prater
prima edizione italiana

Christopher Isherwood, La violetta del Prater, Mondadori 1948, cop. (part.), 1

Christopher Isherwood
Giorgio Monicelli (trad. di)
La violetta del Prater
1. ed. – Milano : Mondadori. – 211 p. ; 19 cm. – (Biblioteca Moderna Mondadori)
1948
(Prater Violet, 1946)

Christopher Isherwood, La violetta del Prater, Mondadori 1948, p. 5 (part.), 1

Al verso della copertina: “La violetta del Prater / Christopher Isherwood è nato in Inghilterra nel 1904 ed è uno dei più sottili e eleganti scrittori della nuova generazione. La sua molteplice attività di romanziere e di autore di opere teatrali riflette con garbato umorismo le più impensate esperienze dell’animo umano e i caratteri più vivi dell’altro dopoguerra. La violetta del Prater è il titolodi un film alla cui nascita si assiste in questo libro, tra una folla di comparse, di sceneggiatori, di tecnici, di divi, nella rumorosa cornice di una grande Casa cinematografica inglese. Ma veri interpreti della vicenda sono il regista, un ebreo austriaco e… l’autore. Vicini, sempre insieme giorno per giorno, essi finiscono per provare una vera amicizia fra di loro. Amicizia che varrà di conforto nei momenti duri, poichè alla vicenda inglese fa da sfondo la disperata resistena operaia di Vienna contro la polizia di Dollfuss poco prima dell’invasione nazista, con tutte le sue ripercussioni sull’animo del regista austriaco. Fra i cambiamenti d’umore, le stravaganze di questi nasce frattanto il film, che ha come protagonista una fioraia di Vienna che s’innamora di un principe in incognito. Di qui il titolo La violetta del Prater. L’umorismo dello scrittore ha un particolare accento che affiora in ogni pagina, senza mai sovrastare la narrazione, a volte cruda, dei fatti; la vicenda del romanzo, il regista austriaco e l’autore sono tratteggiati dalla mano di un delicato artista che riesce a vedere oltre le apparenze della vita e intuire il destino di una generazione. […]”

1953

5
Leoni e ombre
prima edizione italiana

Christopher Isherwood
Manlio Bocci (trad. di)
Leoni ed ombre
1. ed. – Milano : Mondadori. – 294 p. ; 19,5 cm. – (Medusa)
1953
(Lions and Shadows, 1938)

1954

6
Ritratto di famiglia

Christopher Isherwood
Marcella Hannau (trad. di)
Ritratto di famiglia
Milano : Longanesi & C. – 300 p. ; 18 cm. – (Piccola Biblioteca – 19)
1954
(The memorial, 1932)
[versione già comparsa per la medesima casa editrice, collana “La Gaja Scienza”, nel 1948. Vedi sopra]

1958

7
Il mondo di sera
prima edizione italiana

Christopher Isherwood
Lidia Storoni Mazzolani (trad. di)
Il mondo di sera
1. ed. – Milano : Sugar. – 372 p. ; 21 cm.
372 p. ; 21 cm.
(The world in the evening, 1954)
1958
[unica edizione italiana; un brano è citato in PoPCamp (a cura di Fabio Cleto, Riga -27, Marcos y Marcos, 2008), p. 244]

1961

8
Il condor

Cristopher Isherwood, il Condor, De Agostini 1961, (part.), 1

Christopher Isherwood
Elsa Petitti (trad. di)
Max Huber (cop. e consul. grafica di)
Il condor
1. ed. – Novara : Istituto Geografico De Agostini. – 253 p. : [7] c. di tav., 2 c. geogr. ; 21 cm. – (Il timone, 3)
Stampatore: Istituto Geografico De Agostini, Novara
“Le illustrazioni riprodotte in questo volume sono state fornite da Lino Pellegrini”
“La copertina e la consulenza grafica sono di Max Huber”
Rilegato
L. 1.900
©1961 Istituto Geografico De Agostini S.p.A., Novara
(The condor and the cows, 1949)
1961

Christopher Isherwood, Il condor, De Agostini 1961, p. 5 (part.)

[unica edizione italiana in questa veste al gennaio 2010; nel 1990 un edizione SE ripropone il testo, senza le illustrazioni fotografiche, con il titolo Il condor e le vacche. Vedi sotto]

Al verso delle copertina: “Questo racconto di un viaggio ‘normale’ attraverso il Venezuela, la Colombia, , l’Ecuador, il Perù, la Bolivia e l’Argentina si può definire esemplare. Di giorno in giorno, nelle pagine del suo diario, Christopher Isherwood ci dice con immediatezza molte cose: paesaggi, uomini, costumi, stranezza e la vita dei ricchi o quella misera degli indios… Tutto è raccontato col tono della conversazione amichevole, senza una nota più alta del necessario, senza nessun compiacimento. A poco a poco il viaggio di Isherwood, per merito della sua prosa, diventa un ‘nostro’ viaggio.”
Al verso della q. di cop.: “Christopher Isherwood è nato nel 1904 in Inghilterra e vive adesso negli Stati Uniti. Come narratore ha, tra gli altri volumi, pubblicato: All the conspirator, The Memories [sic.], Lions and Shadows. Per il teatro, in collaborazione con W. H. Auden, ha scritto The dog beneath the skin, On the frontier, The ascent of F.6. E’ un sottile e penetrante descrittore, con venature poetiche e qualche volta umoristiche, che non fa mai uso di bravure sterili. Di annotazion in annotazione, con incredibile semplicità, ricrea atmosfere e caratteri, storie avventurose e paesaggi.”

1965

9
Ritorno all’inferno
prima edizione italiana

Cristopher Isherwood, Ritorno all'inferno, Garzanti 1965, sovracop. di Fulvio Bianconi, (part.), 1

Christopher Isherwood
Silvia Lalia Verpelli (trad. di)
Fulvio Bianconi (sovracop. di)
Ritorno all’inferno
Al risvolto della q, di cop., [Don Bachardy ?], ritratto b/n dell’autore, disegno
Il testo è dedicato a Don Bachardy
1. ed. – Milano : Garzanti. – 337 p. ; 20 x 13,5 cm. – (Romanzi moderni)
Stampatore: Officine Grafiche Garzanti, 13 marzo 1965
Rilegato con sovracoperta
L. 2.400
©1965 Garzanti
©1962 Christopher Isherwood
1965
(Down there on a visit, 1962)

Christopher Isherwood, Ritorno all'ainferno, Garzanti 1965, p. 9 (part.)

Ai risvolti di cop.: “ I quattro episodi del romanzo sono uniti fra loro da un personaggio che parla in prima persona e che si chiama come l’autore: ma chi è esattamente? Il Christopher Isherwood ventitreenne che va a trovare il signor Lancaster in Germania non è il medesimo che cinque anni più tardi (1933) passa l’estate con Ambrose in un’isola della Grecia. Un terzo e diverso Christopher, a Londra, con Dorothy e Waldemar, segue la crisi storica di Monaco; e ancora un altro è qello che conosce paul in California e vive con lui fino al suo suicidio, durante gli anni quaranta.
Il classico filo delle ‘confessioni’ è qui trasformato dall’idea moderna dell’inferno segreto di ciascuno, in contraddizione con ‘gli altri’ e senza sicura continuità e identità con se stesso. I quattro Christopher sono osservai da un quinto, l’Isherwood più maturo. E con questi piani diversi, in una scrittura limpida e scintillante, si compone una cronaca degli anni folli e della disgregazione dei loro riti, sui temi delle relazioni omosessuali di Isherwood. L’alcool, la droga, lo yoga, l’amore irregolare e sregolato, il regime vegetariano, il parapsichismo, e persino ‘il culto del proletariato’, sono gli ingredienti. Lo scrittore è della specie di Proust, di Gide; ma ha conosciuto il mondo della seconda guerra mondiale, e la sua comprensione dei rapporti fra gli individui è più direttamente drammatica e insieme ironica.
Questo libro ci viene dal grande filone ‘internazionale’ della generazione perduta dei Fitzgerald e degli Hemingway; nello stesso periodo in cui uscivano Gatsby o Addio alle armi Isherwood cominciava ad essere celebre. Più oltre scrisse in collaborazione con Auden lavori teatrali e un volume di viaggi. Dalla Germania, dalla Cina, dall’America, ha mandato poi in Inghilterra i suoi libri, che in parte sono composti ‘nella maniera di E. M. Forster’, maestro riconosciuto, e in parte sono, come egli definisce questo, ‘ritratti dinamici’. Il titolo originale del libro, che è il suo libro recentissimo, lungamente atteso, vuol dire che i viaggi compiuti presso gli altri sono per Isherwood una discesa nel suo inferno; e insieme contiene un’affermazione della distanza del linguaggio artistico dall’esperienza vissuta, anche se vissuta sino in fondo.”

1966

10
Addio a Berlino

Christopher Isherwood
Maria Martone (trad. di)
Addio a Berlino
Milano : Garzanti. – 293 p. ; 20 cm. – (Romanzi moderni)
1966
(Goodbye to Berlin, 1939)

[versione già comparsa per Longanesi & C., collana “La Gaja Scienza”, nel 1944. Vedi sopra]

1968

11
Il signor Norris se ne va

Christopher Isherwood
Pietro Leoni (trad. di)
Il signor Norris se ne va
Milano : Mondadori. – 238 p. ; 18 cm. – (Oscar settimanali – 145)
Brossura
L. 350
1968
(The Last of mr. Norris, 1935)

[versione già comparsa per il medesimo editore nella collana “Medusa”, nel 1948. Vedi sopra]

12
La violetta del Prater

Christopher Isherwood
Giorgio Monicelli (trad. di)
La violetta del Prater
Bari : De Donato. – 142 p. ; 21 cm.
(Prater Violet, 1946)
1968

[versione già comparsa presso Mondadori, nella collana “Biblioteca Moderna Mondadori”, nel 1948. Vedi sopra]

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