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23: CARLO A. CORSI / La storia del mago

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Carlo A. Corsi, LA STORIA DEL MAGO. Guanda 1983. Prosa contemporanea 23.

Carlo A. Corsi, La storia del mago, Guanda, Milano 1983. 125 pp.; 20 cm x 12 cm; (Prosa contemporanea 23)
Brossura con bandelle
Alla copertina: Jackson Pollock, Number 31 (1949)
Stampa: marzo 1983
Stampatore: Edigraf s.n.c. S. Giuliano Milanese
© 1983 Ugo Guanda Editore S.p.A, via Daniele Manin 13, Milano
Lire: 9.500
Copia in ottimo stato.

[M. M.]

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Alla bandella di copertina:

Quando tutte le storie, orali, scritte, visive, sognate o trascritte, saranno dimenticate, qualcuno ancora racconterà la «storia del mago»: la fola delle fole, la matrice di ogni favola, lo stampo vuoto in attesa del narrato­re, del grande divinatore capace di ricomin­ciare a memoria. A raccontare che cosa? Ma la storia: la «storia del mago»; la parola per vivere, la parola che incanta; la scintilla rote­ante che accende tutti gli inganni verbali come luminarie di fiera, già viste, mai viste. E come la si racconta? Un modo è questo, trovato da Corsi. Si comincia con la nascita dell’eroe – tu, io o uno di loro -; si risale all’origine dei linguaggi, al ritmo e alla rima, sonagliera seduttrice, produttrice di imprevi­sti e di catastrofi. Si chiama a raccolta la col­lettività delle parole; si esplora la loro iniziale anarchia. E la scrittura, ossia la trascrizione di questo originario copione mentale, com­porta un azzeramento. Cade ogni simulazio­ne retorica, esplode una invenzione linguisti­ca di nomade: brandelli di tanti linguaggi: moduli e modi di dire, slogan, menzogne consumistiche, titoli di libri e film, di canzo­nette perdute, echi di opera lirica e rock, sin­copi e diastole. E, confuse nell’intreccio dei molti fili vocali, le voci dei poeti, le citazioni incise nelle bobine più profonde del cervello, che la voce narrante ripronuncia nel proprio respiro come formule magiche contro la morte e la fine. Non stream di coscienza, dunque, bensì saccheggio e riconsacrazione del narrare come «trovare», poetare. L’«an­sia dell’influenza» è oggi sempre pronta a mozzare la mano a chi scrive, con tanti parenti e maestri dichiarati e taciuti; ma si i può continuare a narrare seguendo l’altra musa e ripartendo dall’altro polo: non quello dell’infinita riscrittura ma quello dell’infinita dizione. E la storia? È la storia del mago, la vita e la morte, le lacrime il riso, l’amarcord, le acque natali, i miti del nuoto e del volo, Milano, gli amori, il picaro in bici, il ’68, America e ritorno.

 

Marisa Bulgheroni

Alla bandella della quarta di copertina:

Carlo Alberto Corsi è nato a Pesaro nel 1939 e vive a Milano. Ha tradotto opere di Bukowski, Ginsberg, O’Hara, Pound e T.S. Eliot. Ha scritto su Beckett, Olson e Bur­roughs.

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