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BLUNT (1)

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8.1: Blunt

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Questa è la storia di Blunt l’orsetto

che, nel fitto boschetto,

intraprese un viaggio

con gran coraggio

per così scoprire

(e la mente arricchire)

– attraverso opinioni

e comparazioni –

qualcosa di apprezzabile

o detestabile

sul proprio essere

per via del malessere

della sua età,

chiamato maturità.

Un incipit curioso

per un peluche avventuroso!

Blunt era un orso di pezza poco più alto di trenta centimetri, dal pelo corto color grano, sufficientemente imbottito, con quattro lunghe zampe cilindriche snodate e dotate di terrificanti unghie ricamate. Una cucitura sullo stomaco tradiva la presenza di una tasca segreta; i suoi piccoli occhi neri di pasta vitrea, uniti al muso sporgente e triangolare, gli conferivano un aspetto austero ma divertito al tempo stesso. Se Joannes era felice, sembrava che anch’egli lo fosse; diversamente, se dispiaciuto, pareva altrettanto mesto e sconfortato: insomma, l’amico che tutti vorremmo!

 

Blunt non era solo un mix perfettamente riuscito di stoffa e ovatta: dimostrò più volte di essere straordinariamente perspicace, più dei suoi compagni di cesta – perfino di quelli di ultima generazione, tanto luminosi quanto sciocchi.

 

Come i grandi pensatori, una tiepida mattina pensò che fosse giunto il momento.

Non capiva ancora bene di cosa ma sentiva come un peso nella pancia – anche se le uova di cioccolato che conteneva erano terminate da un pezzo.

Non riuscendo a trovare una spiegazione abbastanza plausibile si rivolse perciò a Joannes. Da bambino di dieci anni qual era, dopo scrupolose e attente valutazioni, gli diagnosticò un principio di maturità improvvisa, che costringeva il malcapitato a porsi continuamente domande tediose e sempre più improbabili rischiando, quindi, di morire di noia per mancanza di risposte.

 

Non è più permesso giocare coi Lego e il nascondino diventa un tabù! – aggiunse dispiaciuto.

 

Insomma, era chiaro: Blunt soffriva di maggiore età e, per quanto si specchiasse e conoscesse a memoria ogni impuntura del proprio corpo, in un momento così importante e delicato, gli parve di aver dimenticato tutto – oltre che ignorare, poi, chissà quante altre cose di sé o del mondo circostante.

 

C’è chi preferisce guidare un mezzo, chi ama partecipare attivamente alla vita politica del proprio paese e chi decide di fare del sabato e della domenica un unico (e lunghissimo) giorno: tutto di fretta, tutto di corsa; mai un briciolo di pazienza.

A volte la scelta giusta è cambiare direzione: per questo Blunt, con una manciata di caramelle mille gusti e un kit di cucito per le emergenze nella cavità segreta, rotolò verso il bosco con le migliori intenzioni.

 

 

Ancora un po’ barcollante, non fece in tempo a fare venti passi che avvenne il primo incontro: un’ape, con fare sospetto, iniziò a ronzargli fastidiosamente attorno.

Il piccolo peluche, un po’ spaventato e un po’ sorpreso, esordì:

 

Perché seguirmi?

Sono un’ape e svolazzo dove richiesto. Tu, piuttosto, a che specie appartieni? Non vedo la corolla e non capisco proprio come faccia a muoverti liberamente! – risposte  l’insetto, scocciato e ansimante.

Sono un orso di pezza, non ho petali né tantomeno radici. Com’è possibile che possa avermi scambiato per un fiore?

 

Ripensandoci, si ricordò di aver fatto la sera prima un bel giro in lavatrice scegliendo un ammorbidente alle violette, il suo preferito.

L’ape, piuttosto confusa e delusa (chissà quanto nettare conterrà questa mammola gigante! – pensò), farfugliò qualcosa allontanandosi: il rumore provocato dalle ali in movimento fu talmente forte che Blunt non fece in tempo a capire o prendere nota; tanto avrebbe voluto offrirle uno dei suoi dolci ma temeva che potesse capitarle quello al miele – e allora sì che sarebbe successo il finimondo!

 

Nel dubbio se dispiacersi per lo spiacevole equivoco o gioire del buon profumo che ancora sprigionava, proseguì sempre dritto fino a quando il sole iniziò a tramontare. Ritenne opportuno trovare un riparo: scorse una tana dalla porta verde, bussò gentilmente e attese. Tempo qualche secondo ed ecco affacciarsi qualcuno:

 

Salve volpe, sono un orso di pezza! – gli parve giusto specificare, stavolta.

Salve orso di pezza, che vai cercando fuori dalla tua cesta? – l’osservò, perplessa.

 

Blunt raccontò del suo avventuroso progetto con tanta di quella passione da soddisfare ogni curiosità della volpe, la quale si dimostrò estremamente disponibile.

Andò a recuperare qualche grammo di paglia secca e, dopo essersi assicurata che lo strambo ospite fosse abbastanza a suo agio, sigillò l’ingresso di modo tale da essere al sicuro da malintenzionati cacciatori. Il vero problema, però, si presentò qualche ora dopo quando al rosso mammifero parve di trovarsi nel bel mezzo di un campo in piena primavera. Iniziò a roteare i baffi ma quel fastidioso pizzicore al naso proprio non riusciva ad andare via.

 

Coff coff! – ruppe improvvisamente il silenzio, col rischio di strozzarsi.

 

Blunt non si accorse della reale sofferenza della compagna di giaciglio e si voltò dall’altra parte.

 

La volpe, ormai paonazza, tossì tante di quelle volte che l’orsetto, spaventato, si alzò e, prontamente, offrì uno zuccherino alla menta piperita oltre che un paio di abbracci consolatori.

Mai lo avesse fatto!

Una mitragliatrice di starnuti costrinse la padrona di casa ad afferrate il peluche per una zampa e, senza troppi complimenti, scaraventarlo fuori dal tunnel.

 

Mi dispiace ma la mia tana è invasa dal tuo terribile tanfo che rende impossibile qualsiasi forma di respirazione e cortesia! – si giustificò, nemmeno troppo dispiaciuta.

 

Con una gran confusione in testa, trascorse le ultime ore di buio assoluto a riflettere su una caratteristica di sé a cui mai aveva dato importanza: il proprio odore. Sgradevole per le volpi e piacevole per le api?

Fu così che il povero Blunt, ancora stropicciato e spiegazzato, si ritrovò solo, nel cuore della notte, in un bosco abitato da esseri decisamente troppo permalosi e poco chiari.

 

   FINE PRIMA PARTE  

 

 

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8: Blunt

[ Titolo: Blunt - Tecnica: Stampa su carta fotografica 1:1. - Dimensione: 10x10 cm]

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