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AVVERTENZE, di Caterina da Padova. 6: LO SCORNUSO / Benedetta Cibrario

Avvertenze, di Caterina da Padova
6. Lo scornuso. Benedetta Cibrario, Feltrinelli 2011

Illustrazione per "Avvertenze", di Caterina di Padova (Liz Taylor in The Taming of the Shrew, 1967)

Falso letterario

Dopo due romanzi fortunatissimi, il primo specialmente, donna Benedetta esce con un nuovo, quasi astuto, terzo titolo.

Intanto siamo sotto Natale, non a caso in questo Scornuso si respira un’aria di malinconico recupero delle tradizione. E poi Benedetta Cibrario, aristocratica di origini torinesi, scoperta dalla mano sapiente dell’editor Alberto Rollo, è una scrittrice stagionale, da regalare ad ogni buona occasione, da citare in leggerezza e regalare per ricambiare l’invito ad un cena, tanto non impegna ed è buona per tutti i gusti.

E lei non si sottrae al gioco ma anzi, ogni volta, sembra voler alzare la posta del suo riconoscimento.

Più che mai, questa storiella napoletana che vede passare di mano in mano una splendida statuina di un presepe settecentesco andato perduto durante i bombardamenti a Napoli, è un contenitore di facili citazioni da altri best seller che hanno funzionato e che la scrittrice rievoca senza darlo a vedere.

Troviamo infatti “L’orecchino di perla” nella qualità quasi sovrumana del rapporto artistico tra maestro e allievo, troviamo “Il cardillo addolorato” in certi atteggiamenti scontrosi del giovanissimo impastatore di statuine, troviamo la Napoli del passaggio alla modernità come in certi scorci di Ermanno Rea e pure i bassifondi prosciugati di vita delle prime prove di Elena Ferrante.

Forse donna Benedetta non se ne è accorta, forse non è consapevole di scrivere sopra una materia cosi a lungo maneggiata, ma certo si ha l’impressione di essere davanti ad una modesta orecchiante delle lingue altrui, ad una rapinatrice neanche tanto elegante, di idee altrui.

Questo oggetto del desiderio, denso di storia e d’infelicità, è una controfigura di pochissima arte, una confusa proiezione della grande tradizione barocca napoletana in cui domina la potenza di Luca Giordano. Ma donna Benedetta vola sopra la fatica altrui, fiancheggia i momenti più drammatici della storia napoletana e con una infilata di dialoghi tutti rigorosamente declinati al tempo presente, supera anche il problema della narrazione storica.

Si aggiunga il solito repertorio di frasi fatte come le seguenti: “amori perduti, malasorte, ricatti di malavitosi, fortune insperate, partenze improvvise, ritorni inaspettati: le memorie dei sognatori sono inesauribili” ed ecco pronto il libro per i non lettori che cercano un gradino più alto nelle loro speranze di diventarlo, un giorno, veri lettori. Quella fascia di pubblico cui gli editori tengono più che a loro stessi, ben consapevoli che sono proprio loro a non esitare ad aprire il portafoglio davanti ad un prodotto falsoletterario, ad un romanzo che ha il profumo di una promessa di facile lettura.

Avvertenze, di Caterina da Padova
6. Lo scornuso. Benedetta Cibrario, Feltrinelli 2011

Illustrazione per "Avvertenze", di Caterina di Padova (Liz Taylor in The Taming of the Shrew, 1967)

Lo scornuso / Benedetta Cibrario / I Narratori /188 p. ; 13 € / Einaudi 2011

Le “Avvertenze” di Caterina da Padova: una serie di brevi aiuti, per uscire incolumi dal confronto con la letteratura italiana contemporanea, per aiutarci a leggere scrollandoci di dosso il rumore degli uffici stampa.
Chi è Caterina da Padova? Sappiamo che lavora per alcune delle più importanti case editrici italiane, è di carattere fiero e battagliero, che, certo, non si fa domare.


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