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AVVERTENZE, di Caterina da Padova. 3: LA SECONDA MEZZANOTTE

Le “Avvertenze” di Caterina da Padova: una serie di brevi aiuti, per uscire incolumi dal confronto con la letteratura italiana contemporanea, per aiutarci a leggere scrollandoci di dosso il rumore degli uffici stampa.
Chi è Caterina da Padova? Sappiamo che lavora per alcune delle più importanti case editrici italiane, è di carattere fiero e battagliero, che, certo, non si fa domare.

Avvertenze, di Caterina da Padova
3. La seconda mezzanotte. Antonio Scurati, Bompiani 2011

Illustrazione per "Avvertenze", di Caterina di Padova (Liz Taylor in The Taming of the Shrew, 1967)

Apocalittiche volgarità

E così, bellicosamente attraversando i generi, con piglio virile e definitivo, programatico sguardo ambiguamente ammicante sui suoi lettori ammirati, Antonio Scurati compie la sua parabola con il suo l’ultimo La seconda mezzanotte.
Una fantastoria ambientata a Venezia, nel 2092, occupata dalle forze cinesi, stremata da una onda lunga che tutto ha invaso, le calli e i cuori. Gli occidentali, gli ultimi veneziani sopravvissuti, sono gli strumenti di piacere degli occupanti. Giganteschi bordelli dove le donne sono pura merce si alternano ai giochi dove gladiatori ridotti in schiavità sacrificano la loro vita insieme a quelli di animali schiantati da fatiche e torture indicibili.
Questo lo scenario apocalittico, mutuato un po’ dall’ultimo MacCarthy e un po’ dai film di fantascienza della fine del secolo scorso con Kevin Costner (Waterword, 1995) o Mel Gibson (Il guerriero della strada, 1981), del testo incoparabile di uno dei nostri scrittori più ascoltati e ospitati dai mezzi di comunicazione.
Sarà il suo volto, sempre più deciso, tagliato da una luce vivida che ne fa risaltare la risolutezza, saranno quegli occhi di ghiaccio, ma certo Scurati imbocca strade che altri non si posso permettere. E lo fa con la maschia potenza evocata dai suoi tratti.
Il risultato è una scrittura prolissa, impastata di lirismo e di decadente voluttà, costellata di pensieri filosofici di questa impareggiabile profondità: “la facoltà di disporre di altri esseri umani era l’idea di ricchezza dei secoli andati. La possibilità di abolire la schiavitù, la più grande illusione del Ventesimo secolo. Il ripristino del servaggio, la prima conquista di quello successivo.”
E prosegue, sfidando le regole conquistate dal “Secolo dei lumi” senza le virgolette, come scriverebbe lui stesso: “Non avrai veramente assaporato la dolcezza del potere se non avrai posseduto dei servi, così aveva recitato per millenni la formula della sintesi tra lussuria e potenza”. E via con donne sfigurate, completamente nude ma ovviamente calzate da sandali alla schiava dai tacchi svettanti, dottori morbosi, un Maestro e il suo schiavo che si chiama Spartaco (e ci risiamo con il richiamo ai film storici più datati con un Kirk Douglas diretto da Kubrik), tutti intorno ad una neonata segretamente allevata nella Città della donne (che cosa vi viene in mente…, la strage degli innocenti, biblici richiami o pedofilia da vendita all’ingrosso).
Un’alba gravida di speranze, in finale, dopo un carnevale che ha prostrato la popolazione. “Ma come distinguere i malati dagli ubriachi? Ovunque si volti il Maestro vede gente che vomita. Ma poi vede gente che danza, che capula, che tracanna. E sono le stesse persone. Lo fanno a turno. Prima l’uno e poi l’altro, in ogni angolo, in ogni calle, in ogni ramo, in ogni corte”.
Danzare, copulare e tracannare: ahi ahi che triste paesaggio deve essere quello dell’immaginazione di un uomo così tanto uomo.

Avvertenze, di Caterina da Padova
3. La seconda mezzanotte. Antonio Scurati, Einaudi 2011

Illustrazione per "Avvertenze", di Caterina di Padova (Liz Taylor in The Taming of the Shrew, 1967)

La seconda mezzanotte / Antonio Scurati / Letteraria Italiana / 352 p. ; 19 € / Bompiani 2011

 

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