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27: ANNA SEGHERS / Incontro a Praga

 

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Anna Seghers, INCONTRO A PRAGA. Guanda 1983. Prosa contemporanea 27.

Anna Seghers, Incontro a Praga, Guanda, Milano 1983. 111 pp.; 20 cm x 12 cm; (Prosa contemporanea 27)
Titolo originale: Sonderbare Bagegnungen
Traduzione di Maria Teresa Mandalari
Brossura con bandelle
Alla copertina: Wilhelm Heise, Addio all’estate, 1929.
Stampa: settembre 1983
Stampatore: Edigraf s.n.c. S. Giuliano Milanese
Copyright by Anna Seghers, 1973
© 1983 Ugo Guanda Editore S.p.A, via Daniele Manin 13, Milano
Lire: illeggibile
Copia in ottimo stato.

[M. M.]

 

 

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Alla bandella di copertina:

Di Anna Seghers, la maggiore scrittrice di lingua tedesca, recentemente scomparsa a ottantatré anni, il pubblico italiano ricorda specialmente La rivolta dei pescatori di Santa Barbara (ristampato nel 1976) e La settima croce. La felice sorpresa dei racconti che qui si presentano, composti negli anni Settanta, sta nell’estrema freschezza con cui la narratrice epica piega la sua indagine asciutta, compatta e laconica, il suo noto e inesorabile spirito realistico alla rappresentazione concreta di atmosfere di sogno: «un vero bosco fa parte della realtà, ma anche il sogno di un bosco», è detto nel primo racconto. L’elemento favoloso, ma non irreale, di questi “incontri” scaturisce dalla considerazione del tempo storico come una categoria di incidenza necessariamente “interiore”, la cui “realtà” è direttamente proporzionale all’orma lasciata nell’individuo, lungo il cammino dei giorni, degli anni, o anche dei secoli: senza di che, esso resta pietra e scenario, fossile libresco e burocratico. Il tempo storico, cioè, è coscienza, o non è che macerie. E se nel racconto Saghe di extraterrestri il contrasto temporale è sottolineato dall’impatto tra due momenti quanto mai rilevanti della storia tedesca, la cinquecentesca Germania di Matthias Griinewald e quella della Guerra dei Trent’anni, e la civiltà cosmo-tecnologica di un pianeta lontano, cioè tra un certo passato visto con gli occhi del futuro, ne II punto d’incontro, invece, il conflitto si interiorizza e si restringe ai pochi, terribili decenni dell’ultima storia tedesca. Infine, in Incontro a Praga – che dà il titolo all’edizione italiana – la narrazione si svincola sovranamente da ogni pastoia temporale, rimescola le carte tra Ottocento e Novecento, e in quella Praga ch’è stata da sempre nodo europeo di genti e di dispute, getta sul tappeto di un “incontro” fantastico tra Kafka, Gogol’ e E.T.A. Hoffmann, che discutono in un caffè sulle proprie opere, i più scottanti rapporti tra vita e scrittura. All’insegna dell’incontro, cioè di convergenze storico-sociali e individuali, con il consueto stile piano, lessicalmente solido e smagato, con punte talora graffiami e squarci ariosi, Anna Seghers prospetta quanto sia reale il sogno e sognata la realtà.

 

Alla bandella della quarta di copertina:

Anna Seghers (pseudonimo di Netty Reilling) nacque a Magonza nel 1900. Dopo aver studiato storia e sinologia, si iscrisse nel 1929 al KPD (partito comunista tedesco). Nel 1933, quando i suoi libri furono proibiti in Germania, emigrò dapprima in Francia e Spagna, poi in Messico. Rientrata in Europa nel 1947, si stabilì in Germania orientale, a Berlino Est, dove è morta nel 1983. Insignita nel 1951 e poi nel 1959 del Nationalpreis della RDT, vinse nel 1951 anche il premio Stalin per la pace. Col suo primo libro, La rivolta dei pescatori di S. Barbara (1928) aveva vinto il Premio Kleist. Tra i suoi libri ricordiamo quelli tradotti in italiano: La settima croce (1947; rist. 1958); La rivolta dei pescatori di S. Barbara (1949; rist. 1976); I sette della miniera (1950); Le nozze di Haiti (1950); I morti non invecchiano (1952); Visto di transito (1953); La via di febbraio (1956); La gita delle ragazze morte (1980).

 

 

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