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ANDRÉ GIDE, di Monasterolo / Boccaccini

André Gide

Queer Portraits,

di Paola Monasterolo (disegni) e Federico Boccaccini (testi)

27: André Gide

GIDE

André Gide

Paul Guillaume André Gide (1869-1951) aveva per occhi due frutti di mandorlo e un dolce profilo da antico orientale. Nacque a morì a Parigi, spostandosi nell’arco della sua vita dal 6° al 7° arrondissement. Da bambino ama molto il piano, la musica e la masturbazione, pratica che lo fa sentire al tempo stesso vergine e depravato. Idealizza sua cugina che finirà per sposare trovando, però, la gioia di vivere, non nel letto coniugale, ma nei suoi viaggi nel Magreb. Fonda la Nouvelle Revue Française e diventa consulente delle edizioni Gallimard per le quali rifiuta il primo volume della Recherche di Proust. Nel 1947 vince il Nobel. In Corydon (1920) sostiene, contro le idee del suo tempo, che l’omosessualità sia qualcosa di assolutamente normale e parte dell’evoluzione umana. La sua intera opera sarà messa all’Indice dal Vaticano dopo la sua morte, nel 1952.

 

[Federico Boccaccini]

 

Che c’è di André Gide in Italia?

La storia editoriale di Gide in Italia è molto ricca e complessa e merita una sede diversa; basti qui dire a esempio che una delle sue opere più famose, L’immoraliste (1902), ha avuto almeno nove traduzioni differenti in italiano per nove marchi editoriali differenti. La sezione di una biblioteca che volesse raccogliere tutte le edizioni italiane di testi di Gide sarebbe davvero affollata. Restiamo quindi a cosa resta, a oggi, nei cataloghi italiani di una tale messe di volumi (Wikipedia elenca una novantina di traduzioni diverse e ne mancano molte): nel 2014 nessun titolo di Gide è stato stampato; nel 2013 Medusa ha stampato Dostoevskij’ (1908 e 1923), nella versione di Maria Maraschini che era comparsa nel 1946 da Bompiani; nel 2012 Newton Compton ha ristampato I sotterranei del Vaticano (Les Caves du Vatican, 1914), nella traduzione di Giovanni Gigliozzi, che già aveva pubblicato nel 1991 e nel 1995. Più indietro si trova ancora qualcosa, ma con difficoltà. E Corydon? L’ultima a stamparlo fu la TEA, nel 1995, nella traduzione di Luigi Galeazzo Tenconi, scritta per il Corbaccio nel 1952. E Il viaggio d’Urien (Le voyage d’Urien, 1893)? L’ultima stampa sembra essere di Sellerio (ancora disponibile), del 1990, traduzione di Chiara Restivo (prima edizione nel 1980). E i Nutrimenti terrestri (Les Nourritures terrestres, 1897)? L’ultima stampa è del 2004, da Garzanti (traduzione di Franco Cordelli). Insomma, in Italia si può dire che lo si sia letto tantissimo e che non lo si possa leggere più. Per fortuna, come sempre, ci sono i siti dell’usato e le biblioteche.

 

[FN]

[i dati sono ricavati dall’incrociare di informazioni trovate sul sito del Sistema Bibliotecario Nazionale, su Wikipedia, sui siti delle case editrici, su ibs e amazon e spesso su ebay e Maremagnum, e, quand’è possibile, direttamente sulle edizioni originali]

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