Non starò a raccontarvi delle storie

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67, le Pont Cassé

FN_Summer_love_2La terza fotografia della pagina, forse per assonanza con la prima, torna in esterno: vi si vede il Pont Cassé di Bohan e una figura, a bordo di un kajak, al centro del Samois, remare in direzione del ponte; potrebbe essere Milo, o André, ma non abbiamo modo d’esserne certi. La didascalia può aiutare, “Vers L’Aventure…”; viste le intenzioni e il programma dell’album sin qui, difficilmente si può pensare che sia uno scatto che riprende uno sconosciuto; neanche possiamo pensare che il soggetto fosse il ponte: André non l’avrebbe fotografato tagliandone la parte più interessante: la ricostruzione della parte mancante in legno; il soggetto è la persona sul kajak, che si allontana da solo, guardato dall’occhio del fotografo.

Il fatto che il Pont Cassè non sia il soggetto della fotografia ne stabilisce il suo statuto di presenza consueta, domestica quasi, rafforzando l’ipotesi che Bohan sia non un luogo di villeggiatura bensì familiare, forse d’origine. Il ponte qui -potenzialmente un’immagine dalla forte valenza simbolica- è parte del paesaggio, quasi è come non fosse visto da chi fotografa. Così sono sempre le fotografie di quest’album, aliene da ogni simbolismo. Salvo qualche immagine buffa o resa tale dalle didascalie di Milo, il programma dell’album esclude, così come le architetture che quando presenti sono ridotte a fondali, i riferimenti esterni alla coppia, al loro universo descritto come autonomo e autosufficiente.

 

La didascalia è affettuosa più che ironica; se il Samois, Bohan e il ponte sono luoghi domestici l’avventura è quella confortevole e accogliente dell’immaginazione.

Dove stavi andando? -Nei tuoi occhi.

 

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Nelle fotografie a noi contemporanee il ponte, rispetto a questa immagine, risulta ormai privo della parte in legno.

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Il sito Poupon la peste, gestito da “monique de bohan” è una fonte interessante di informazioni o fotografie di Bohan: nella pagina dedicata al Pont Cassé si dice che il ponte, non carrabile bensì tranviario, fu inaugurato nel 1935 e che l’11 maggio 1940 fu “distrutto dai Francesi che volevano proteggere la loro ritirata. Nel 1941 il ponte fu riparato provvisoriamente in legno e il tram poté di nuovo passare.” Monique prosegue dicendo: “Ma il 6 agosto 1944 […] i Tedeschi, anche loro per proteggere la propria ritirata, lo demolirono a loro volta”, e conclude: “Non fu mai più ricostruito”.

Ma nel 1953 la parte in legno era ancora presente. Non ho trovato però informazioni più dettagliate.

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