Non starò a raccontarvi delle storie

Menu

55, fuga dal presente

FN_Summer_love_2 “Hello!”.

Milo torna a fare lo scemo, in fotografia e mentre scrive la didascalia. È una fotografia imperfetta, cosa strana vista che è di mano di André e non sembra davvero improvvisata. Eppure Milo non è a fuoco, e il sole brucia il torace, le mani e il volto di Milo. Neanche in camera oscura si è potuto correggere -e forse la mia fotografia aumenta l’effetto bruciato.

Quando si scattava su pellicola ogni scatto costava: tempo, carta, denaro. Dallo scatto al momento in cui finalmente si poteva vedere ciò che si era fotografato passavano giorni. Nelle macchine fotografiche si mettevano dei rullini, che venivano impressionati allo scatto dell’otturatore: in quel momento la luce, rimbalzando dalle cose che si trovavano nel suo raggio visivo, dilagava attraverso l’obbiettivo e lì arrivava alla pellicola sulla quale era posta un’emulsione fotosensibile. Poi con una manovella si faceva avanzare il rullino e si poteva fare un’altra fotografia. I rullini erano di lunghezza variabile, ma finita. Si poteva decidere il tempo in cui l’otturatore restava aperto, e di quanto, ma solo in base all’esperienza. Fotografia sbagliata dopo fotografia sbagliata, ricordandosi, una volta avuta in mano la stampa, cosa si fosse fatto al momento dello scatto.

Una volta scattate tutte le fotografie si poteva, se lo sia aveva con sè, mettere un altro rullino e fare altre fotografie. Lo sguardo del fotografo era previsionale. Si guardava attraverso il mirino -un piccolo foro munito di lenti che era posizionato sulle macchine fotografiche in modo tale da avere un’idea più o meno approssimativa di ciò che l’obbiettivo inquadrava- e si guardava immaginando, prevedendo ciò che si sarebbe visto poi giorni dopo, spesso, per esempio durante un viaggio, anche settimane dopo.

Le fotografie che André e Milo conservano in questo album fanno pensare a fotografi per diletto, con una interessante, ma statica, coscienza compositiva. Su tutto prevale il racconto. C’è un gioco di rimbalzi differiti nel tempo. Milo guarda dentro l’obbiettivo della macchina di André, André guarda Milo attraverso il mirino, entrambi guardano al poi, a quando insieme vedranno le stampe, a quando decideranno quali destinare all’album, a quando le vedranno, anni dopo, nelle pagine dell’album. Non c’è mai presente in queste fotografie.

summer_love_novaro_bohan_54

Summer Love, gli ultimi post.
FN, tutti gli ultimi post