Non starò a raccontarvi delle storie

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49, [ride]

FN_Summer_love_2La decima pagina dell’album è una pagina spuria. Ci sono fotografie da almeno tre luoghi differenti, così come molto sono diverse le situazioni e le persone ritratte.

Sembrano un po’ degli avanzi, dopo la pagina precedente così coerente non solo di luoghi –il torrente- o di persone –solo Milo e André-, ma anche di tono, di sentimento, di stato d’animo.

Qui la prima è una di quelle fotografie che si potevano ottenere alle fiere: forniti d’un fucile se si faceva centro una macchina fotografica immortalava l’istante. È André che tira, Milo a commentare.

Seguono due fotografie –scattate forse da Milo- che riprendono André e –in una delle due- una signora, vicino alla tomba d’un poeta belga, Emile Verhaeren.

Infine altre due, dove è Milo ad essere ritratto –una volta in compagnia della stessa signora, riconoscibile dal cappellino-; lo si vede in barca e mentre guada il torrente della pagina precedente. Ciò che unisce queste due fotografie sono i giochi di parole che Milo scrive come didascalie, buffi e un po’ scemi.

 

Con questa pagina l’album trova una sorta di rilassatezza gentile, che riesce a tenere insieme cose diverse; c’è una leggerezza, anche nella trascuratezza della composizione delle stampe sulla pagina, che racconta che la necessità –soprattutto riguardo sé stessi-, quasi feroce, di controllare la costruzione dei propri ricordi e della propria rappresentazione, sembra sfumare –o forse: aver trovato una modalità più serena, più certa del proprio statuto da permettersi il piacere e il divertimento; il gioco; l’idea che un giorno, lontano nel per sempre, si potrà nutrirsi anche delle sciocchezze.

 

“[ride] che scemi che eravamo. –sì, ti ricordi?”

SUMMER_LOVE_NOVARO_10

 

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